IL MIO ZAINO NON È SOLO CARICO DI MATERIALI:
DENTRO CI SONO LA MIA EDUCAZIONE, I MIEI AFFETTI, I MIEI RICORDI,
IL MIO CARATTERE, LA MIA SOLITUDINE.
IN MONTAGNA NON PORTO IL MEGLIO DI ME STESSO:
PORTO ME STESSO, NEL BENE E NEL MALE.
Renato Casarotto

domenica 18 luglio 2010

Alla scoperta di un angolo poco conosciuto nel Parco Naturale Mont Avic

Dall'uscita Pont-Saint-Martin sull'autostrada A5 direzione Aosta, alla prima rotonda girare a sinistra sulla SS26 fino a Bard, consiglio una visita al Forte di Bard sede da qualche anni del museo della montagna (www.fortedibard.it) alla seguente rotonda svoltare a sinistra fino al bivio per Champorcher presso il ponte sulla Dora Baltea. Si risale la Valle di Champorcher superando prima il borgo di Pontboset ed infine raggiungendo Champorcher, da qui in pochi minuti al parcheggio della seggiovia a Chardonney 1443 m.
Dopo i consueti preparativi ci indirizziamo verso il ponte sul torrente Ayasse, una palina segnavia posta all'inizio del ponte indica le varie mete che si possono raggiungere, passiamo tra alcune baite ben ristrutturate, dopo poche decine di metri al bivio svoltiamo a destra seguendo il sentiero "della Scaletta" che da poco corrisponde con l'Alta Via n. 2 della Valle d'Aosta. Risaliamo tra alcuni muretti a secco per poi riattraversare il torrente Ayasse al Pont Ravire, il sentiero prosegue ora in una bella pecceta sulla sinistra orografica, proseguendo notiamo la forte grandinata che si è abbattuta il pomeriggio del giorno precedente, in alcuni tratti sembra addirittura che abbia nevicato. Attraversati alcuni torrenti il sentiero prosegue guadagnando quota velocemente con innumerevoli scalini, usciti dal bosco ci ritroviamo sui pascoli di Creton, il panorama sulla conca di Dondena è meraviglioso, raggiunte poco dopo le case di Champ-Long ci fermiamo a dissetarci alla fresca fontana, proseguiamo seguendo sempre l'evidenta AV2 che corre parallela distante di qualche decina di metri dalla strada sterrata che sale verso Dondena. Noi abbiamo preferito proseguire arrivando all'altezza di un alpeggio per poi continuare per circa 10/15 minuti sulla strada sterrata, in questo modo si ha la possibilità di attraversare bellissimi campi fioriti e di godere appieno di tutto quello che può offrire la montagna. Lasciate la strada sterrata all'altezza di alcuni cartelli informativi sul Parco del Mont Avic svoltiamo a destra seguendo il sentiero 9C che ci accompagnerà per un lungo tratto, arrivati all'alpe Gisset lasciamo la pista di servizio per l'alpeggio e iniziamo a salire seguendo l'evidente sentiero fino al Lago Giasset 2306 m. Fotografiamo oltre al lago anche alcune mucche che placidamente pascolano in un ambiente a dir poco bucolico, proseguiamo ora verso l'evidente omino posto sopra al colletto a quota 2407 m, dalla parte opposta l'ambiente è davvero notevole il lac de Raté visto da quassù è a dir poco meraviglioso, prima di scendere decidiamo di salire alla vicina cima del Bec de Raté occidentale, percorriamo l'evidente cresta arrivando in pochi minuti in cima 2417 m, da brividi la parete a strapiombo che si getta sul versante opposto, ci da quasi l'impressione che possa crollare in qualsiasi momento!!! Ritorniamo sul sentiero principale scendendo verso il lago, ma ecco che all'improvviso quasi fosse uscito dal nulla sfrecciare davanti a Danilo di qualche metro un giovane camoscio che un'agilità sorprendente in pochi secondi è già a metà montagna!!!
Arrivati al Lac de Raté 2284 m il mio primo pensiero e togliere scarponi e calzettoni e immergere i piedi nelle gelide acque del lago, ma non faccio tempo nemmeno quasi a togliere lo zaino che Danilo è già con i piedi in ammollo... Pranziamo e ci concediamo una sosta sotto a un cielo azzurro sulle rive di uno dei tanti stupendi laghetti alpini, vere perle delle Terre Alte, a malincuore dobbiamo proseguire il giro è ancora abbastanza lungo, ripreso il sentiero scendiamo arrivando dopo pochi minuti alla confluenza di due torrenti, abbandoniamo il sentiero che prosegue a destra verso la strada poderale per Dondena, andando verso sinistra dove su un sasso ritroviamo il segnavia 9C. Arrivati a una baita recentemente ristrutturata scavalchiamo un dosso e scendiamo verso il bel pianoro su cui sorgono gli alpeggi di Ratty de Fort, contornato un laghetto quotato 2229 m, bisogna ora prestare attenzione nell'individuare il sentiero che purtroppo è reso poco individuabile dall'erba alta, passato un abbeveratoio costeggiamo una grossa abitazione e proseguendo arriviamo a un lungo muretto a secco, dietro a un paio di baite ancora in buono stato sulla destra ritroviamo il sentiero contrassegnato su un sasso che sale verso l'insellatura a 2278 m. Breve sosta per poi scendere in un valletta fino ad arrivare sopra allo stupendo Lac de Vernouille a 2145 m, scendiamo verso destra costeggiando il torrente, passata una baita isolata nei pressi di un bivio tralasciamo il sentiero a sinistra per proseguire sul segnavia 10 che scende verso destra. Ben presto ci ritroviamo sull'ampio sentiero che sale verso il Colle del Lago Bianco e successivamente al Rif. Barbustel, escursione che consiglio vivamente, anche nel periodo invernale con le ciaspole... La discesa da qui non presenta nessuna difficoltà di orientamento e si arriva al parcheggio in località Remoran 1695 m, scendiamo lungo la strada asfaltata per un paio di tornanti arrivando al villaggio di Petit Mont Blanc, passiamo tra le case seguendo i segni gialli, dopo esserci rinfrescati alla bella fontana continuiamo a scendere lungo la mulattiera intersecando per un paio di volte la strada asfaltata, tra i villaggi di Ronchas e Chardonney.
Magnifica escursione, il primo tratto attraverso le lussureggianti foreste di conifere e poi tra i vasti panorami costellati dai numerosi laghetti alpini dagli splendidi colori, accompagnati al nostro passaggio dai fischi delle marmotte.
Malati di Montagna: Danilo e Fabio

un tratto del sentiero "della Scaletta"

Lac de Raté 2284 m

finalmente un po' di refrigerio

Lac de Vernoille 2145 m

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