Il mio zaino non è solo carico di materiali:
dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi,
il mio carattere, la mia solitudine.
In montagna non porto il meglio di me stesso:
porto me stesso, nel bene e nel male
Renato Casarotto

domenica 11 aprile 2010

Val dei Ratti dove il tempo pare davvero essersi fermato

Solitudine, paesaggi incontaminati, se è questo che chiedete alla montagna, allora questa è un'escursione che non potete perdervi, in un ambiente emozionante dove potrete riscoprire l'antico fascino dell'esplorazione...

La Valle dei Ratti è una valle poco conosciuta e frequentata posta tra la val Codera e la celebre val Masino. Giunti a Verceia, lungo la provinciale che porta a Chiavenna, si entra con l'auto nell'abitato arrivando in via Vico da dove si segue una buona ma stretta strada asfaltata che conduce con vari tornanti in località Piazzo a 630 m circa dove finisce la strada. Lasciata l'auto sul bordo della strada o negli apposti spazi, iniziamo a salire seguendo la mulattiera a sinistra indicata da un cartello posto su un albero. Ripidamente saliamo immersi in un bel bosco di castagni secolari, sulla destra possiamo ammirare il lago di Mezzola, arriviamo alla chiesetta degli alpini con un'area attrezzata per la sosta e con una delle tante fontanelle che costellano la valle. Riprendiamo il cammino seguendo sempre la mulattiera che ora si fa meno ripida incrociamo i binari del famoso "Tracciolino" proveniente da sinistra, una vera e propria strada costruita negli anni '30 per unire a mezza costa la val dei Ratti alla val Codera in modo tale da poter trasportare uomini e materiali necessari alla costruzione delle dighe e condotte presenti nella zona, personalmente ho fatto questo percorso da Codera è stato davvero molto bello e particolare, bisogna però ricordarsi di portare una pila per le gallerie!!! Continuiamo in salita seguendo i cartelli, poco dopo passiamo accanto alle case di Casten 975 m, ci soffermiamo all'ennesima fontanella per dissetarci, arrivati a una curva troviamo la "Vegia capela de la val de l'infern", da qui la valle inizia ad aprirsi in magnifici panorami, con una serie di tornanti arriviamo a Frasnedo 1287 m, passiamo tra le case ristrutturate e saliamo verso la chiesa della Madonna della Neve edificata nel 1686. Seguendo i cartelli del Sentiero Life passiamo accanto alla teleferica, proseguiamo lungo un tratturo per poi riprendere il sentiero che scende a guadare un torrente e quindi risale arrivando a Corveggia 1221 m, da qui in breve arriviamo a un bivio, tralasciamo momentaneamente il sentiero di sinistra per proseguire verso Nave, attraversato il torrente su un ponte riprendiamo a salire, siamo sul lato nord della valle dove il sole fa ancora fatica ad arrivare lo notiamo dalla neve ancora abbondantemente presente, per questo motivo decidiamo di fermaci e di ritornare al bivio.
Seguiamo il sentiero Life a sinistra, sul lato destro orografico della valle, passiamo accanto a una bella cappella recentemente restaurata e in breve raggiungiamo gli alpeggi di Tabiate 1253 m, continuiamo in leggera salita arrivando a un bivio, tralasciamo le indicazioni a sinistra su un sasso per il rifugio Volta e attraversata una piccola slavina scendiamo ad un ponte per risalire sul lato opposto della valle arrivando in breve alle baite di Primalpia 1678 m, dove decidiamo di fermarci, per raggiungere il bivacco Primalpia a 1980 m dovremmo tornare un'altra volta, quando magari la neve sarà sciolta, ma poco importa, siamo ugualmente soddisfatti e ritornati all'alpe Tabiate ci fermiamo a mangiare, ammirando il magnifico panorama sul lago di Novate Mezzola e di Como. Purtroppo il sole sta lentamente scomparendo, soffia un vento gelido accompagnato da alcune nuvole minacciose, ci rimettiamo lo zaino sulle spalle e a malincuore riprendiamo il sentiero fatto la mattina. Tempi e dislivelli in queste occasioni contano davvero poco, quando si risalgono valli come quella dei Ratti si deve solo aver voglia di camminare, è ancora lei la natura la vera protagonista e noi solo piccole comparse...
Malati di montagna: Danilo e Fabio

Danilo verso la testata della valle

Frasnedo 1287 m

direi che non ci sono parole...

la voglia di evadere...

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