Il mio zaino non è solo carico di materiali:
dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi,
il mio carattere, la mia solitudine.
In montagna non porto il meglio di me stesso:
porto me stesso, nel bene e nel male
Renato Casarotto

domenica 18 ottobre 2009

La tavolozza dai mille colori nella valle dei pittori...

Percorriamo la Val Vigezzo fino a Toceno da dove seguendo le indicazioni dopo circa 5 km si raggiunge Arvogno 1247 m, dove lasciamo l'auto nei pressi degli impianti della seggiovia. La temperatura esterna è decisamente gelida, siamo in pieno autunno e i colori in montagna sono davvero fantastici, ci incamminiamo scendendo verso il ponte sul Melezzo che attraversiamo, subito sulla destra inizia il sentiero indicato da una palina segnavia. Arrivati sulla strada sterrata a destra seguiamo le chiare indicazioni per la B.tta di Muino, usciti da bosco ci ritroviamo in una radura dove sono collocate le baite dell'alpe Cortina 1355 m, sovrastate dalla chiesetta, continuiamo a salire leggermente alternando tratti in costa, in alto davanti a noi si vedono gli impianti della Piana di Vigezzo. Passiamo alti sopra all'alpe Caulin e attraversato un torrente racchiuso in una fora ci ritroviamo sui prati dell'alpe Sdun 1465 m dove alcuni cavalli stanno pascolando, dalla palina segnavia ci alziamo verso le baite sovrastanti, dove su un albero è ben visibile il segno bianco rosso che indica il sentiero da percorrere, ci si alza con accentuata pendenza nel bosco. Fuori dal bosco percorriamo un tratto in costa poi deviamo decisamente a destra arriviamo alla B.tta di Muino 1977 m il più alto valico che mette in comunicazione l'altopiano vigezzino con i Bagni di Craveggia. Soffia un vento gelido che ci costringe a ripararci per poter bere un bicchiere di thé caldo, dopo la breve sosta scendiamo leggermente sul versante della Vall'Onsernone, arrivando sulle sponde del grazioso lago di Muino Inferiore, sopra a pochi metri sorge il rifugio E. Greppi 1915 m della sezione CAI di Vigezzo. Continuiamo sempre sul sentiero M25 fino alle baite dell'alpe di Ruggia 1888 m, con accanto l'omonimo laghetto, seguendo le indicazioni poste sulla palina segnavia svoltiamo a sinistra verso la bocchetta, tralasciando il sentiero M51 per i Bagni di Craveggia. Arrivati alla B.tta di Ruggia a 1992 m iniziamo a salire a destra seguendo l'esile traccia, con molta attenzione seguendo alcuni bolli rossi sulla destra superiamo uno sperone di roccia, in prossimità di un canalino franoso il sentiero inizia a salire ripidamente, svoltando a sinistra in breve arriviamo al Pizzo di Ruggia 2289 m, il panorama è a dir poco fantastico... Ritornati alla bocchetta iniziamo a scendere verso il settore della Val Vigezzo, dopo un tratto di discesa il sentiero piega verso ovest rimanendo in costa, ignorando le indicazioni poste su albero per l'alpe I Motti proseguiamo in leggera salita fino alla cappelletta di San Pantaleone 1992 m, decidiamo di salire anche al vicino passo di Fontanalba 2024 m a circa 5 minuti. Dopo una doverosa sosta alla cappella iniziamo a scendere lungo la bella mulattiera lastricata ed a gradini, costeggiando il fianco orientale della Pioda di Crana, scesi nella radura dell'alpe I Motti 1844 m, proseguiamo nel bosco dove l'unico rumore che si sente è lo sfregolio delle foglie secche sotto i piedi. Arriviamo all'alpe Villasco 1642 m da dove scendiamo fino alle baite ben conservate dell'alpe Verzasco 1393 m, attraversato il ponte seguiamo la strada sterrata che in breve conduce alla palina segnavia incontrata alla mattina. Un percorso ad anello davvero molto gratificante sia dal punto di vista escursionistico che naturalistico, la salita al Pizzo Ruggia NON è assolutamente da fare in caso di cattivo tempo e soprattutto facendo molta attenzione a non perdere la traccia!!!
Qualche dato tecnico: il dislivello è di circa 1200 m con un tempo stimato per l'intero anello di circa 6/7 ore...
Malati di montagna: Danilo e Fabio

macchie di colore...


Danilo in cima al Pizzo Ruggia 2289 m

dalla B.tta Ruggia la cresta che sale in cima

l'autunno...

Pioda di Crana. 2430 m

1 commento:

  1. Conosco la Val Vigezzo solo di fama...e mi sembra, dalle immagini, del tutto meritata.
    un saluto

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