Il mio zaino non è solo carico di materiali:
dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi,
il mio carattere, la mia solitudine.
In montagna non porto il meglio di me stesso:
porto me stesso, nel bene e nel male
Renato Casarotto

domenica 19 marzo 2017

Dalla "Strà dul Canal" alla "Strà Granda"

Un anello che permette di percorre due antiche vie di comunicazione, sulla destra e sinistra orografica del Torrente Anza. L'escursione ha come luogo di partenza Pontegrande e permette di attraversare nel primo tratto fitti boschi, dove il silenzio e rotto solo dal passaggio di alcuni camosci e il tempo è scandito dal lento movimento di una salamandra. Dopo aver attraversato l'antico ponte romano a Ceppo Morelli, il ritorno avviene lungo l'antica mulattiera chiamata ancora oggi "Strà Granda", tracciata nel XV secolo con partenza da Piedimulera, per volere dei signorotti locali. Lungo il percorso si attraversano vecchi borghi ancora in parte rimasti nella loro struttura originale, bellissime chiese e cappelle, purtroppo in questo tratto l'asfalto ha sostituito in parte il vecchio tracciato.

Seguire l'autostrada A26 fino a Gravellona Toce, per poi continuare sulla Statale del Sempione. All’uscita di Piedimulera si risale la Valle Anzasca seguendo la SS549, raggiungendo dopo circa 12 km Pontegrande (526 m).
Dopo aver parcheggiato l'auto nei pressi della piazza intitolata recentemente ai caduti Bianchi Guido e Volpone Oreste, si segue la strada asfalta verso Bannio e subito dopo aver attraversato il ponte si abbandona la strada scendendo verso destra in corrispondenza dell'indicazione sentieristica per la Madonna della Neve/Bannio/San Carlo (S7). Si passa in mezzo alle abitazioni, per poi proseguire sul lato opposto di un parcheggio seguendo le indicazioni sulla palina segnavia. Terminata dopo pochi metri la stradina asfaltata, si segue un ampio sentiero fino a raggiungere una vicina cappella, tralasciato il sentiero B15 si svolta a destra seguendo il sentiero per il Sant. Madonna della Neve. Attraversato un prato e un torrentello si prosegue in salita nel bosco raggiungendo una seconda cappella e in pochi minuti il Santuario della Madonna della Neve (659 m). Tralasciato il sentiero per San Carlo, all'inizio della Via Crucis (fontana), si imbocca la traccia di sentiero contrassegnata da vernice bianca a terra. Si guadagna quota ripidamente fino a incrociare il "Sentiero della Salute Luigi Corti" proveniente da Bannio Anzino, se si vuole evitare questo tratto ripido bisogna seguire la Via Crucis fino a Bannio Anzino, allungando ulteriormente il percorso. Il sentiero che si sta per affrontare era la strada di servizio lungo il tracciato del canale di derivazione che, dalla diga di Ceppo Morelli arriva alla centrale idroelettrica di Battiggio, lungo questo percorso vi era addirittura una linea elettrica, per questo motivo è noto da sempre come "Strà dul Canal". Inaugurato nell'agosto del 2015, il sentiero è stato risistemato e messo in sicurezza e si svolge con un lungo mezza costa con diversi saliscendi,  attraversando suggestive pinete che lasciano scorgere bellissimi panorami sui sottostanti paesi e sulla parete himalayana del Monte Rosa. Arrivati alle porte di Ceppo Morelli si segue l'indicazioni per il campo sportivo raggiungendo in pochi minuti il “Punt prea”, antico ponte di pietra che sovrasta il torrente Anza. Dopo aver attraversato il ponte, dalla palina segnavia si inizia a seguire il vecchio tracciato della "Strà Granda" (B00). Si costeggia la parte bassa del paese fino a raggiungere la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista (Sec. XVI), da dove si prosegue seguendo seguendo per un breve tratto la strada asfalta, per poi abbandonarla seguendo sulla destra le indicazioni per il "Sentiero della pineta". Usciti dal paese si oltrepassata una cappella con portico e seguendo con attenzione i segnavia bianco/rossi e le indicazioni sulle paline segnavia si attraversano i paesi di Borgone, Canfinello, il santuario del Croppo, Valeggio e Vanzone. Raggiunta la “Torre di Battiggio” detta “dei Cani”, si prosegue verso San Carlo dove si può osservare il lavatoio costruito recuperando la macina di un mulino. Dopo aver oltrepassata la località Case Pucci, in pochi minuti si rientra al parcheggio di Pontegrande, chiudendo l'anello.
Malati di Montagna: Lorenzo, Silvio, Pg, Danilo e l'homo selvadego

Santuario Madonna della Neve
Il santuario è stato edificato tra il 1618 e il 1622 su una preesistente cappella del 1372, già dedicata alla Madonna della Neve e fu inaugurato il 5 agosto 1622. Al santuario è collegata la nascita della "Milizia tradizionale", un corpo nato nel Seicento con funzioni prettamente militari divenute, nel tempo, religiose.




Strà dul Canal o Sentiero della Salute

Il sentiero della salute Luigi Corti detto "Gigi" è un percorso che si sviluppa per 8 Km (12197 passi), attraverso i Comuni di Bannio Anzino, Vanzone con San Carlo e Ceppo Morelli, sulla destra orografica del Torrente Anza ad un'altitudine compresa tra i 650 e gli 800 metri s.l.m., a mezza costa, immerso in stupende pinete che lasciano scorgere bellissimi panorami sui sottostanti paesi e frazioni, lungo il tracciato del Canale di derivazione che, dalla diga di Ceppo Morelli arriva alla Centrale idroelettrica di Battiggio. Era quindi una strada di servizio, tanto che un tempo, lungo questo percorso vi era la linea elettrica che, partendo da Battiggio giungeva alla Diga di Ceppo Morelli, per questo motivo è noto da sempre come "Strà dul Canal" La continuazione verso Bannio, è stata realizzata per permettere di giungere in breve tempo a Valpiana, dove è collocato l'impianto di captazione sul Torrente Olocchia e sul Rio Rosenza, L'idea della sistemazione di questo tracciato era nell'aria da tempo, tanto che il sig. Renato Pedroli di Ceppo Morelli, dopo il pensionamento (dal 1992) si è dedicato alla sistemazione del tratto nel Comune di Ceppo Morelli denominandolo "sentiero della salute", e numerosi atleti, e amanti della montagna ambivano al recupero dell'intero percorso. Nel dicembre 2014 l'Alpino Luigi Corti "Gigi", grande promotore e sostenitore della Corsa in Montagna è "Andato Avanti", e il Gruppo Escursionisti Val Baranca unitamente al Gruppo Alpini di Bannio Anzino ha promosso l'iniziativa di recuperare il percorso, coinvolgendo i Gruppi Alpini della Valle Anzasca, i Comuni interessati e le Associazioni presenti sul territorio,e di intitolare questo sentiero, una volta sistemato a "Gigi".


tremila passi fatti e 9000 da fare...totale 12197...i conti non tornano...!!!











Strà Granda da Ceppo Morelli a Pontegrande
La strada della Valle Anzasca prima dell'avvento delle automobili, era una splendida mulattiera di rara bellezza. Era utilizzata dai mercanti per andare o venire dalla Svizzera attraverso l'altissimo passo di M. Moro o per i valligiani per recarsi nei mercati dell'Ossola, ma anche per disimpegnare il minerale estratto dalle miniere dei Cani o della Guja. La Strà Granda, una vecchia via di pietra dove si è consumata una pagina di storia di questa gente di montagna...







Torre di Battiggio
Fortificazione medievale caratteristica della Valle Anzasca. 
È costruita in pietre locali squadrate, ed è monumento nazionale.


Anemone dei boschi o Anemone bianca o Silvia
L'Anemone dei boschi contiene saponine tossiche amarissime che rendono l'intera pianta velenosa sia per l'uomo che per gli animali che la evitano favorendone la diffusione incontrastata.



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