Il mio zaino non è solo carico di materiali:
dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi,
il mio carattere, la mia solitudine.
In montagna non porto il meglio di me stesso:
porto me stesso, nel bene e nel male
Renato Casarotto

domenica 12 marzo 2017

53 minuti...

...Era un mercante di pillole perfezionate che calmavano la sete. Se ne inghiottiva una alla settimana e non si sentiva più il bisogno di bere. "Perché vendi questa roba?" disse il piccolo principe. "È una grossa economia di tempo", disse il mercante, "Gli esperti hanno fatto dei calcoli. Si risparmiano 53 minuti a settimana". "E cosa se ne fa di questi 53 minuti?" "Se ne fa quel che si vuole..." "Io", disse il piccolo principe, "se avessi 53 minuti da spendere, camminerei adagio adagio verso una fontana..." 
(da "Il piccolo principe" di A. Saint-Exupéry)

Corriamo, ci muoviamo freneticamente, ci siamo abituati ad avere tutto subito 
e per questo l’attesa a volte ci sembra quasi impossibile da sopportare.
Il tempo non cambia, non è né veloce, né lento. 
Il tempo è sempre uguale, siamo noi che lo vediamo andar via, 
a seconda del nostro stato d’animo. 
Ognuno di noi ha il suo tempo, che si trasforma in ritmo: 
il ritmo del cuore, il ritmo del respiro, il ritmo dei passi...
Cosa succede se rallentiamo? 
Ci accorgiamo di tutto quello che ci circonda, 
di tutto quello che la vita ci offre continuamente, 
silenziosamente, di ciò che è bello, di ciò che è brutto. 
Tutto acquista un colore, una luce, un significato, un’emozione.
Quando andiamo in montagna,
 ricordiamoci che il bello non è raggiungere a tutti i costi la meta, 
ma viverla come uno spazio-tempo plausibile. 
Come dice Annibale Salsa, 
“…non sempre il sentiero deve portare ad una meta…”

IO SE AVESSI CINQUANTATRÉ MINUTI DA SPENDERE, 
CAMMINEREI ADAGIO ADAGIO PER TERRE ALTE...il selvadego

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