IL MIO ZAINO NON È SOLO CARICO DI MATERIALI:
DENTRO CI SONO LA MIA EDUCAZIONE, I MIEI AFFETTI, I MIEI RICORDI,
IL MIO CARATTERE, LA MIA SOLITUDINE.
IN MONTAGNA NON PORTO IL MEGLIO DI ME STESSO:
PORTO ME STESSO, NEL BENE E NEL MALE.
Renato Casarotto

domenica 14 novembre 2010

Homines dicti Walser - Un popolo nel cuore delle Alpi

Lasciata l'autostrada A5 al casello di Pont-Saint-Martin svoltiamo a destra e seguendo le indicazioni per la Valle di Gressoney arriviamo nel centro del pittoresco paese di Issime, dove spicca la bellissima chiesa parrocchiale di San Giacomo Maggiore, un monumento di notevole interesse storico e artistico, poco dopo svoltiamo a sinistra seguendo le indicazioni per San Grato, la strada prosegue fino al divieto di transito dove lasciamo l'auto in un piccolo spiazzo 1400 m circa, se non vi fosse posto la si può lasciare anche dopo poche decine di metri dal cartello di divieto o in alternativa in alcuni slarghi sulla strada asfaltata poco più a valle. Iniziamo a percorrere la strada sterrata leggermente in salita, alla prima secca curva seguiamo a destra il sentiero risalendo alcuni gradini costruiti con tronchi di legno e contrassegnato con bolli gialli, dopo pochi minuti ecco comparire lo stadel Hantschekku 1482 m, come le ultime volte che siamo andati per terre alte anche oggi il cielo è ricoperto dalle nuvole, ma abbiamo la sensazione che prima o poi il sole possa uscire, nel frattempo iniziamo a risalire il ripido crinale raggiungendo Ekku-Ecku 1569 m. Il sentiero sempre ben marcato sale tra i prati, passa accanto alla strada sterrata e dopo lo stadel isolato di Höisgher-Hoidscher in breve arriviamo alla bella cappella di San Grato 1688 m, alcuni documenti attestano che già nel 1600 gli abitanti della zona i venerdì del mese di maggio abbandonavano i lavori agricoli per assistere alla funzione religiosa. Passiamo a monte delle case di Chröitz–Chreuz–Chröiz raggiungendo un masso con indicati i vari sentieri, ci inoltriamo nel vallone seguendo il segnavia 1-1C e GSW (Grande Sentiero Walser), proseguendo in falsopiano sull'antica mulattiera verso il col Dondeuil, utilizzata fin dal medioevo dai mercanti, arriviamo in breve a Ruasi 1710 m dove ci fermiamo per qualche istante a osservare ai piedi della prima casa un ampio arco in pietra sotto al quale oltre al forno scorre anche una fresca sorgente. Continuando attraversiamo un bucolico pianoro, dove sulla destra è situata l'antica casa di Gradinerp, le cui origini risalgono a circa metà del 1500, risalito un pendio entriamo in un fitto bosco di conifere, attraversiamo un torrente passando su un paio di grossi lastroni di pietra lunghi circa un paio di metri, usciti dal bosco troviamo lo stadel abbandonato di Stubi considerato da alcuni studiosi uno dei più belli del vallone di San Grato, poco dopo più a monte ne vediamo un'altro lo stadel di Vliokj Vlüeckji, più piccolo del precedente ma restaurato con tanta passione. Segue un lungo tratto in quota passando prima per l'alpe Kekeratschjatz 1835 m e poi quella di Mettiu 1894 m, poco dopo iniziamo a trovare la neve ma grazie alla traccia battuta precedentemente riusciamo tranquillamente a proseguire, attraversiamo una vallecola arrivando a un bivio, abbandoniamo il sentiero 1F sulla sinistra che conduce alla radura sottostante di Reich e attraversato il torrente su un bel ponte in legno riprendiamo a salire con decisione fino ad arrivare sul pianoro dove sono adagiate le baite dell'alpe Munes 2021 m, con al centro la cappella della Madonna delle Nevi, fu costruita nel 1660 da due muratori che miracolosamente scamparono ad una valanga. Decidiamo di fermarci e dopo aver pranzato facciamo qualche passo tra le baite, nel frattempo le nuvole si sono diradate regalandoci momenti davvero emozionanti, scattiamo foto a raffica immortalando ogni istante, riprendiamo la via del ritorno ripercorrendo il sentiero fino alle baite in pietra dell'alpe Kekeratschjatz. Sulla sinistra una traccia ben evidente inizia a salire arrivando in breve sul poggio erboso dell'alpe Vleukie 1872 m dove incrociamo il sentiero n. 1 proveniente dall'alpe Munes, dopo una breve pausa scendiamo sulla sinistra e attraversato un ponticello in legno entriamo nel bosco, senza troppe difficoltà e seguendo le innumerevoli frecce gialle passiamo tra gli alpeggi oramai immersi nella nebbia, arrivati alle baite di Ruasi riprendiamo il percorso fatto al mattino, poco prima di arrivare alla cappella di San Grato decidiamo di andare verso nord a vedere le baite di Bühl 1676 m, sopra di esse si erge imponente la grande casa colonica costruita interamente in pietra di Zeun 1737 m) detta Palaz. Per il ritorno decidiamo di scendere lungo la strada sterrata, tagliando dove è possibile, arrivati alle baite di Blatti 1491 m continuiamo sulla sinistra fino a raggiungere l'auto.
Oggi oltre all'immancabile Danilo a condividere questa giornata tra i monti c'è anche Kiran che dopo il trek fatto assieme nel mese di agosto è tornato a farci compagnia, escursione in un vallone che fortunatamente è arrivato ai giorni nostri quasi intatto, un salto indietro nel tempo, tra le antiche case walser, un popolo che ha vissuto sfruttando quello che può offrire la montagna, ma nel pieno rispetto dell'ambiente che li circondavano. Dislivello e tempi lasciamoli a quelli che considerano la montagna una sorta di palestra, questa è un'escursione da effettuarsi con passo lento, senza fretta nel pieno rispetto della natura..
www.centroculturalewalser.com
Malati di Montagna: Kiran, Danilo e Fabio

San Grato 1688 m


e il sole si fece breccia fra le nuvole...


acqua fonte di vita


tra le antiche case Walser


stadel di Stubi


by Kiran


by Kiran


by Kiran


by Kiran


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