IL MIO ZAINO NON È SOLO CARICO DI MATERIALI:
DENTRO CI SONO LA MIA EDUCAZIONE, I MIEI AFFETTI, I MIEI RICORDI,
IL MIO CARATTERE, LA MIA SOLITUDINE.
IN MONTAGNA NON PORTO IL MEGLIO DI ME STESSO:
PORTO ME STESSO, NEL BENE E NEL MALE.
Renato Casarotto

sabato 13 maggio 2017

La semisconosciuta cima del monte Mazzaro

Si parte dal Santuario di San Giovanni, unico in Italia a essere dedicato a San Giovanni Battista. Il sentiero fino all'alpe Bele non presenta particolari difficoltà, dopo l'alpeggio il sentiero diventa molto ripido e purtroppo tende a sparire, per cui bisogna stare molto attenti ai rari segnavia, talvolta nascosti tra l'erba alta. È una montagna poco conosciuta, ma grazie alla sua posizione centrale si gode di un panorama a 360°. Non abbiamo incontrato nessuno ne a salire, ne a scendere, ma prima d'arrivare all'alpe Selle di Bele, un'aquila reale ci è venuta incontro volteggiando per qualche istante sulle nostre teste e a mio modesto parere è stato il più bell'incontro che potessimo avere. Escursione consigliata per veri "malati di montagna"....!!!

Dall'autostrada A4 Milano/Torino si esce al casello di Carisio e seguendo le indicazioni si arriva a Biella, da dove si prosegue sulla strada provinciale 100 fino a raggiungere il bivio subito dopo il ponte Concresio, poco prima d'arrivare a Rosazza. Si svolta a sinistra e dopo circa 2 km si arriva al Santuario di San Giovanni, l'auto la si può lasciare nel comodo piazzale posto al suo interno (1020 m).
Dall'entrata del Santuario si attraversa la strada asfaltata e nei pressi di alcuni pannelli didattici si imbocca la mulattiera (E26) che sale costeggiando la Via Crucis fino alla Torre Campanaria. Seguendo la strada sterrata in breve si arriva al grazioso borgo di Bussetti (1095 m), lo si attraversa seguendo Via delle Focacce e dopo l'ultima casa, prima d'attraversare un torrentello, si abbandona il sentiero che prosegue in piano e si devia a destra seguendo i segnavia bianco/rossi (E26). Ci si alza ripidamente all'interno di un bel bosco, lasciando sulla destra alcune abitazioni, per poi riprendere a seguire verso sinistra la mulattiera. In falsopiano con un lungo mezzacosta si attravera una bella faggeta in direzione dell’imbocco dello scosceso vallone di Bele. Abbandonato il bosco di faggi, la mulattiera si trasforma in un bel sentiero che svoltando a destra inizia a guadagnare quota tra le betulle, passando dopo qualche minuto al di sopra di una grossa cava di sienite. Attraversato un tratto in cui il sentiero è stato scavato nella roccia, si entra nel suggestivo vallone dominato dal M. Tovo. Si guadagna quota risalendo il versante orografico sinistro su terreno aperto, fino a raggiungere il ripiano dove sono adagiate le diroccate baite di Bele (1360 m). Oltrepassato l'alpeggio bisogna fare attenzione ai segnavia bianco/rossi, si piega inizialmente verso sinistra in direzione di uno dei rami del torrente Bele e in seguito si risale con pendenza via via più sostenuta sul lato destro del vallone raggiungendo un piccolo ripiano erboso. Da qui inizia il tratto più ripido e faticoso del percorso, si passa a monte di una guglia rocciosa per poi continuare su esile traccia risalendo un pendio ricoperto da erba olina, fino a raggiungere in posizione panoramica l'alpeggio Selle di Bele (1672 m). Seguendo il sentiero a sinistra delle costruzioni si guadagna la sovrastante cresta spartiacque con il vallone della Pragnetta (Gragliasca). Si svolta a destra e dopo alcuni saliscendi con un'ultimo strappo si arriva sulla cima del del Monte Mazzaro, su un masso viene riportato il nome e la quota altimetrica (1739 m). Straordinario il panorama verso il M. Tovo e Camino e le montagne che fanno da cornice alla Valle Cervo. Il rientro avviene seguendo l’itinerario di salita.
Malati di Montagna: Lorenzo, Pg, Danilo e l'homo selvadego

Santuario San Giovanni
Il più antico documento risale al 1512 e si riferisce a San Giovani Battista della balma (grotta, caverna, spelonca) dove tuttora è conservata la statua lignea del santo, ma il culto di San Giovanni ha origini più remote; si tramanda che la statua del precursore fosse stata più volte dai pastori spostata agli alti pascoli e che ritornasse sempre nella grotta.



Via Crucis


Il campanile, ubicato nella faggeta ed in posizione isolata, da dove la sua voce si sente in quasi tutti i cantoni della valle, possiede probabilmente la più grande e pesante campana del biellese (da cui "Campanone"), fusa sul posto nel 1764 da una precedente campana.


Cà di Bussit


magic moments...!!!


fuori dal bosco inizia lo spettacolo...


alpe Bele


bellissima salita...


stanno arrivando le nuvole...


Genziana


il sentiero sembra che non ci sia...in effetti sta scomparendo...


il vallone risalito...


alpe Selle di Bele...purtroppo in completo stato di abbandono...


la cresta che sale al M. Mazzaro e che prosegue verso il M. Tovo


pochi meri ancora e finalmente si arriva in cima...


....spettacolo...



sopra ai 2000 m ancora tanta neve...!!!




dettagli e traccia gpx


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