L'8 dicembre 1943, la giovane Liliana Segre, suo padre Alberto e due cugini tentarono di scappare in Svizzera per sfuggire alle persecuzioni naziste passando da un sentiero impervio in provincia di Varese, ma furono respinti alla frontiera, arrestati dalle autorità italiane e deportati ad Auschwitz, dove solo lei sopravvisse. Questo tragico evento è ricordato con il "Sentiero del Silenzio" inaugurato nel 2023, in occasione dell'80° anniversario.
Il sentiero del silenzio è un percorso fra i boschi, utilizzato da molte persone durante la seconda guerra mondiale, nel tentativo di lasciare il territorio italiano e trovare rifugio e salvezza nella vicina Svizzera. Per molte persone superare il confine significava cambiare il proprio destino, esuli antifascisti, renitenti alla leva, militari, disertori e i tanti ebrei che cercavano scampo, soprattutto dopo il provvedimento di polizia del novembre 1943 che prevedeva il loro arresto immediato e la spoliazione di tutti i loro beni. È il silenzio di chi ce l'ha fatta, grazie anche alle numerose reti di supporto e aiuto spontaneo allestite nei nostri paesi e il silenzio, purtroppo, di chi si è visto rifiutare l'ingresso, di chi in quella rete di fil di ferro è rimasto impigliato, andando incontro a un destino tragico. È il silenzio dei passatori, gli specialisti del territorio, coloro che conoscevano queste zone palmo a palmo, i varchi meno sorvegliati, le abitudini delle guardie e le tecniche di attraversamento. Il loro aiuto come guide divenne molto presto indispensabile per tutti coloro che intendevano attraversare la frontiera clandestinamente. Gli ebrei, purtroppo, dovettero spesso affidarsi a reti di espatrio improvvisate ed insicure: non conoscendo la geografia delle zone di confine, in pericolo e in difficoltà per la presenza di donne, bambini, anziani e bagagli, erano molto vulnerabili ed esposti a qualsiasi ricatto. È il nostro silenzio di oggi, che è discrezione, è cammino e ricordo di chi ci ha preceduto, toccando la stessa terra e respirando la stessa aria perché, come dice Primo Levi "se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre".La segnaletica è sempre ben presente con indicazioni escursionistiche e segni di vernice bianco/rossi, si percorrono sentieri di montagna senza particolari difficoltà.
Malati di Montagna: Silvio e il selvadego




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