Il mio zaino non è solo carico di materiali e di viveri: dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi, il mio carattere, la mia solitudine. In montagna non porto il meglio di me stesso: porto me stesso, nel bene e nel male.
Renato Casarotto

Le montagne sono di tutti, ma non sono per tutti: sono per chi le ama e le rispetta, per chi vuole viverle e conoscerle, per chi non prevarica con il proprio io la loro esistenza e armonia.
Mario Rigoni Stern

domenica 18 ottobre 2026

Sul Sentiero Panoramico della Val Bregaglia al cospetto dei colossi di granito delle Alpi Retiche

Sviluppandosi lungo il soleggiato versante settentrionale della valle, esposto interamente a sud, il Sentiero Panoramico della Val Bregaglia si afferma come uno degli itinerari escursionistici più spettacolari e rinomati della Svizzera e della zona di confine con l'Italia. Lo sguardo si perde sul versante opposto, catturato da uno spettacolo di rara potenza. Il Piz Badile, con la geometrica perfezione della sua leggendaria parete Nord-Ovest solcata dalla mitica via Cassin, si staglia accanto al Piz Cengalo e alle affilate guglie del gruppo dello Sciora. Dalla Sciora Dafora all’Ago di Sciora e alla Pioda, queste vette compongono una formidabile corona di roccia, sospesa sul confine naturale tra Italia e Svizzera. Partendo dalla vecchia dogana di Castasegna, si risale la storica mulattiera caratterizzata da gradoni in sasso fino a raggiungere Somasascia. Questo suggestivo alpeggio, famoso per i suoi ampi e pianeggianti prati costellati da tradizionali baite in pietra, regala uno dei belvedere più spettacolari sulla selvaggia Val Bondasca, offrendo una vista ravvicinata e maestosa sui colossi di granito delle Alpi Retiche. Una volta raggiunte le baite di Gallegione, ci si immette sul Sentiero Panoramico che conduce in breve tempo a Lazàal, un punto panoramico dalla vista mozzafiato. Il tracciato si addentra poi nel bosco, regalando in questo primo segmento scorci impressionanti sulla selvaggia e profonda Val Luver. Per garantire una progressione sicura nei punti più ripidi ed esposti o sulle placche di granito, il percorso è stato attrezzato con scalinate metalliche nella roccia, cavi d'acciaio, mancorrenti e catene. Dopo aver varcato il ponte sul torrente della Val Luver, che delimita il confine tra Italia e Svizzera, si continua con prudenza lungo il sentiero stretto e scosceso, per poi proseguire su una agevole stradina sterrata che attraversa i pascoli di Dasciun, fino al suggestivo borgo di Soglio. Lasciato alle spalle il paese, si seguono i cartelli per Castasegna lungo il Sentiero didattico delle castagne. Questo itinerario, che unisce Castasegna a Soglio, si snoda nel cuore della magnifica selva di Brentan, uno dei boschi di castagni secolari meglio conservati d'Europa con esemplari che sfiorano i 300 anni d'età. Lungo il cammino, il percorso regala un colpo d'occhio suggestivo su una cascata, che si attraversa grazie a un tunnel scavato nella roccia.
Malati di Montagna: Silvio e il selvadego

Escursione consigliata:
L'anello di Uschione

si parte dalla dogana di Castasegna
nell'ampio parcheggio sul lato Italiano




inizio della mulattiera...







il sole sta giocando a nascondino...




...la valle si illumina...




Somasascia





le signorine prendono il sole...






Gallegione



gruppo dello Sciora


Piz Cengalo e Piz Badile

domenica 11 ottobre 2026

La Val d’Otro: uno scrigno di silenzio e bellezza sospeso nel tempo, dove l'antica anima walser vive ancora tra i pascoli e le baite in legno

La Val d'Otro (o Oltertol in lingua walser) è una valle laterale dell'alta Valsesia, situata nel comune di Alagna Valsesia, ed è riconosciuta come uno dei complessi di architettura rurale Walser meglio conservati e più integri dell'intero arco alpino. La valle è formata da sei piccole frazioni d'alta quota (situate intorno ai 1.700 metri di altitudine): Follu (il nucleo principale), Dorf, Scarpia, Weng, Felleretsch e Tschukk / Ciucche. Colonizzata dalla popolazione di origine alemanna dei Walser a partire dagli inizi del XIV secolo (con documenti che attestano la presenza di alpeggi già prima dell'anno 1000). Un tempo vissuta stabilmente da marzo (spesso per San Giuseppe) fino a Natale per coltivare segale, orzo, patate e canapa grazie all'ottima esposizione al sole. Oggi la valle, raggiungibile soltanto a piedi tramite una storica mulattiera, ha perso la sua funzione agricola originaria ed è abitata prevalentemente nel periodo estivo. Si percorrono sentieri e mulattiere di montagna senza difficoltà, la segnaletica è sempre ben presente con cartelli escursionistici e segnavia bianco/rossi.
Esistono luoghi del cuore in montagna dove il tempo sembra fermarsi e da cui non si vorrebbe mai più scendere. Sono angoli di rara bellezza che offrono un profondo senso di pace interiore. Questo è sicuramente uno dei miei luoghi del cuore.
Malati di Montagna: Danilo, Silvio e il selvadego

Escursione consigliata:
Al bivacco Don Luigi Ravelli

si parte dal parcheggio miniere di Alagna Valsesia
...raggiungendo in breve la frazione Rasiga...

con la bella chiesetta dedicata a Sant’Antonio da Padova


...si prosegue risalendo la vecchia mulattiera...

...in un fitto bosco...

...il sommesso mormorio di una fontana ci invita a una sosta rigenerante...


...per poi continuare a salire nel bosco...



Benvenuti a Otro, dove il tempo si ferma per sussurrare antiche leggende, una valle incantata e segreta che riposa come un gioiello prezioso, custodita e protetta dal tenero abbraccio delle grandi cime.



La caratteristica principale dell'Oratorio della Madonna della Neve a Follù è la sua facciata riccamente affrescata con la Madonna col Bambino, putti, angeli musicanti e figure di santi. Questa decorazione esterna e il colore candido delle pareti creano un suggestivo contrasto visivo con il legno scuro delle storiche case Walser circostanti e con il paesaggio alpino dominato dal Corno Bianco.






si sale verso il belvedere...



Località Belvedere




L'ovovia Alagna-Belvedere di Otro è chiusa definitivamente dal 1° agosto 1971, giorno in cui si verificò un tragico incidente. Dopo il disastro, l'impianto non venne mai più ripristinato e l'intero comprensorio sciistico del Belvedere e della Val d'Otro fu abbandonato, segnando anche il declino del vicino Hotel Belvedere (distrutto in precedenza da un incendio nel 1970).



...si prosegue verso la testata della valle...


Scarpia









Pianmisura Piccola, è un alpeggio caratterizzato da baite in pietra di tipica architettura alpina e recinzioni in pietra...sullo sfondo verso il Passo Foric


Pianmisura Grande, situata poco più avanti o di fronte, separata dal Rio Foric, prosegue il paesaggio pastorale di alta quota della valle.



Oratorio di San Giacomo Maggiore



lungo la via del ritorno...