IL MIO ZAINO NON È SOLO CARICO DI MATERIALI:
DENTRO CI SONO LA MIA EDUCAZIONE, I MIEI AFFETTI, I MIEI RICORDI,
IL MIO CARATTERE, LA MIA SOLITUDINE.
IN MONTAGNA NON PORTO IL MEGLIO DI ME STESSO:
PORTO ME STESSO, NEL BENE E NEL MALE.
Renato Casarotto

sabato 28 gennaio 2023

L'anello dell'Abbazia di Piona

L’abbazia di S. Niccolò conosciuta come abbazia di Piona è un luogo incantevole, sorge sull'estremità della penisola detta Olgiasca, uno scenografico lembo di terra circondato dalle acque del Lago di Como. L'abbazia di età longobarda, rappresenta una delle più alte testimonianze del romanico lombardo. Il chiostro realizzato intorno al 1242, è considerato il cuore del monastero, al centro del chiostro la fonte e l’albero raffigurano la fonte delle delizie e l’albero della vita del paradiso terrestre. Una piacevole camminata su sentieri di montagna e strade acciottolate, ben segnalati dalla sezione CAI di Colico, consiglio di utilizzare il sentiero 7 per l'andata e il 7a per il ritorno.  Un luogo dove si respira un’atmosfera di calma e pace, con una vista eccezionale sul lago.
il selvadego

















L'anello del Castello di Domòfole

Il torrione di Demofole..., con mura formate da conci di granito di varia grandezza, ha una finestra a sesto acuto. Si pensa: "Qui si affacciò Adelaide, la prossima sposa di Ottone II". Prima di lei, secondo la tradizione, Demofole, bel castello, aveva accolto la longobarda Teodolinda; in pompa di regina e in umiltà di cristiana. Cristiana fervorosa che, narra la leggenda, convertì alla fede gli abitanti della nostra valle. Tutti, meno quelli detti poi "cech": ciechi alla fede. Fu lei che mandò a cercare, per devolvere a nostre opere di bene, l'oro, nelle montagne Orobie (così dette per quella gran ricchezza di prezioso metallo).
Lina Rini-Lombardini "In Valtellina, colori di leggende e tradizioni" 







Una leggenda popolare assai diffusa racconta che una regina è stata ingiustamente rinchiusa fra queste austere mura. Una regina che neppure dopo la morte ha potuto trovare pace per la calunnia che l’ha colpita. Una regina che, nelle chiare notti estive, torna a visitare il luogo delle sue sofferenze, vestita del colore dell’innocenza, cioè di bianco. Sembra che si aggiri, senza pace, nei sotterranei, ma talvolta esce all’aperto, forse a guardare il cielo. La si può scorgere, passando nei pressi del castello nel cuore della notte. Si può vedere una figura diàfana, la figura di una dama bianca, che si staglia contro il cielo, incerta e pallida come un riflesso della luna, alta, in cima alle mura diroccate, come una candida torre d’avorio, silenziosa, come il cuore di una notte senza vento. Una figura che ispira pietà più che paura.

Escursione ad anello sulla Costiera dei Cech, su sentieri e mulattiere di montagna discretamente segnalate, consigliata in inverno grazie all'ottima esposizione a sud.  Bellissimi i panorami sulle Orobie Valtellinesi, sull'onnipresente Legnone e sulla bassa Valtellina. 
il selvadego

sabato 21 gennaio 2023

Dal Sentiero degli Scalpellini, al Cammino di San Carlo

Un lungo anello escursionistico che oltre a regalare panorami straordinari sul lago d'Orta e l'isola di San Giulio, offre anche tantissimi punti di interesse. Si parte percorrendo il "Sentiero degli Scalpellini", fino a raggiungere il promontorio panoramico del Santuario della Madonna del Sasso. Attraversato il borgo di Boleto si percorre un lungo tratto del "Cammino di San Carlo" arrivando ad Arola uno dei borghi più pittoreschi e caratteristici del Cusio. Per salire a Egro si segue il ripido e  scarsamente frequentato sentiero "Straa d'Garsöi", dal centro del borgo è d'obbligo raggiungere la Croce posizionata sulla sommità di uno sperone di roccia, con splendido panorama sul lago e sulle cime che lo circondano. Per il ritorno si scende lungo una bellissima mulattiera selciata raggiungendo Monte San Giulio e in seguito il bellissimo ponte a schiena d’asino di Pella. Prima di ritornare nuovamente a Briallo, dove ha inizio l'escursione, si attraversa Alzo con la sua bellissima piazzetta fronte lago. Si percorrono sentieri e mulattiere di montagna segnalati da paline escursionistiche e tratti su strada asfaltata scarsamente frequentati, utile avere una cartina escursionistica (consigliata la Geo4Map n. 17 - Mottarone) ed eventualmente una traccia gps.
...un lungo viaggio inizia con il primo passo...il selvadego

Altre escursioni in zona:

si lascia l'auto nel parcheggio di Briallo




Deviazione sotto allo sperone di bianca roccia granitica della cava di Alzo, che per secoli venne utilizzata come pietra da taglio.






Santuario della Madonna del Sasso
Nel 1748 fu completa la chiesa, il campanile e la casa furono terminati nel 1760. Il santuario fu consacrato nel 1771 dal Vescovo di Novara.


Sull’altare maggiore, dedicato alla Beata Vergine del Rosario, si trova una tavola del 1547, intitolata “Compianto su Cristo morto” e conosciuta come “Pietà”, di Fermo Stella da Caravaggio, allievo di Gaudenzio Ferrari.



Il 1 Agosto 1773 il Minola donò al santuario il corpo del martire San Donato, legionario di Tebe (in Egitto), il quale fu ucciso nel 200 d.C. a Roma e precedentemente si trovava sepolto nelle catacombe di San Callisto.
L’urna con le ossa e il sangue del Santo si trovano a sinistra, sull’altare di San Giuseppe. Solitamente gli scheletri dei martiri vengono posti in posizione supina. In questo caso invece il Santo è sdraiato su di un fianco, come se stesse dormendo.


A causa del suggestivo panorama, il piazzale è denominato “Il balcone del Cusio”.


Isola di San Giulio





sul retro del Santuario si possono consultare alcuni interessanti pannelli didattici


lavatoio a Boleto


Antico pozzo manuale, pubblico e privato, per attingere acqua funzionate sino al 1912. Serviva anche da frigorifero.


Chiesa parrocchiale San Giacomo di Boleto


Monumento ai caduti



Verso Artò...




per non dimenticare chi ha dato la propria vita per la nostra libertà...
Qui il garibaldino Fuselli Ennio d’anni 17 da Varallo sorpreso da vile agguato fascista ha dato in olocausto alla patria la sua balda giovinezza.


Cappella degli Alpini di Artò



si prosegue su un suggestivo sentiero nel bosco


attraversando alcuni ponticelli



Cammino di San Carlo
Il Cammino di San Carlo tocca le province di Novara, Verbania Vercelli e Biella. Lungo in totale 200 km, divisi in 12 tappe, inizia da Arona, patria dei Borromeo, e a Viverone affluisce alla Via Francigena, toccando i più importanti Sacri Monti dell’Alto Piemonte: Orta, Varallo e Oropa.






segni di fede lungo il percorso



Arola
Le peculiarità di Arola sono i suoi stretti vicoli e le costruzioni con ballatoi in legno che si incontrano nel borgo.


mi fermo a sorseggiare un bicchiere di tè caldo davanti alle cime della Val Grande



L'edificio più importante è sicuramente, con il suo campanile seicentesco, la Chiesa Parrocchiale di San Bartolomeo,




si ritorna a scendere lungo una bella mulattiera
passando accanto a cappelle ancora in buona stato...


...e vecchi cascinali




bellissima cappella con fontanella



camminare solo camminare....


il vecchio sentiero per Egro


sentiero ripido e scarsamente frequentato....ma percorribile...



Egro
chiesa dedicata a San Camillo De Lellis


Croce di Egro
Collocata sulla sommità di uno sperone roccioso, dal quale si può godere di un suggestivo panorama sul Lago d'Orta




condividere le bellezze del nostro paese semplicemente camminando....




si scende verso Pella



Uno scorcio suggestivo verso il campanile della chiesa cinquecentesca di Sant’Albino vescovo, ricostruito nel 1936 con le pietre di Alzo.



Ponte dalla forma a schiena d'asino sul fiume Pellino, costruito per permettere ai cortei funebri di raggiungere il piccolo camposanto.


Alzo
Monumento ai caduti...


...e agli Scalpellini, in ricordo del mestiere predominante della gente della zona


....e alla fine un ultimo sguardo all'isola di San Giulio