La Valle Brunone custodisce un giacimento paleontologico del Triassico superiore (circa 220 milioni di anni fa). Il suo fossile simbolo è l'Italophlebia gervasutii, una libellula perfettamente conservata i cui reperti sono oggi esposti al Museo di Scienze Naturali Enrico Caffi di Bergamo. Dichiarata nel 2001 primo Monumento Naturale della Provincia di Bergamo, l'area si distingue non solo per l'importanza scientifica mondiale dei suoi fossili, ma anche per le fonti sulfuree, antiche sorgenti di acqua ricca di zolfo, storicamente utilizzate a scopo terapeutico e la biodiversità vegetale, una fitta copertura boschiva composta da faggi, betulle, carpini e castagni. Il Colle San Pietro, conosciuto localmente come San Piro, sorge sulla sommità del Monte Poren a 933 metri, con la splendida chiesetta dedicata a San Pietro, considerata la più antica della valle Imagna, una particolarità molto curiosa è che la torre campanaria sorge isolata a circa 50 metri di distanza dalla chiesa. Il colle San Pietro è collegato dalla Strada della Baghina, una rinomata strada agro-silvo-pastorale e dal Sentiero della Cultura Casearia, un itinerario ad anello che unisce natura e tradizione, passando per pascoli, antiche contrade e botteghe di montagna. Si percorrono sentieri e strade di montagna senza particolari difficoltà, un breve tratto su strada asfaltata scarsamente frequentata, un minimo d'attenzione nel guadare il torrente Brunone. La segnaletica nella Valle del Brunone è sempre presente con paline escursionistiche e segnavia, non sempre presente invece la salita al Colle San Pietro, si consiglia di seguire una traccia gps.
Malati di Montagna: Silvio e il selvadego
si parte dal parcheggio in località Ponte del Giurino di Berbenno
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