IL MIO ZAINO NON È SOLO CARICO DI MATERIALI:
DENTRO CI SONO LA MIA EDUCAZIONE, I MIEI AFFETTI, I MIEI RICORDI,
IL MIO CARATTERE, LA MIA SOLITUDINE.
IN MONTAGNA NON PORTO IL MEGLIO DI ME STESSO:
PORTO ME STESSO, NEL BENE E NEL MALE.
Renato Casarotto

venerdì 8 gennaio 2021

Invernale al Monte Megna

Il Monte Megna è una montagna poco conosciuta, e per questo ideale per chi vuole ritrovare la calma, la serenità, la pace. Quella pace che in questo momento nelle nostre città non esiste più. Si trova nel triangolo lariano e offre una vista a 360°, dalle Grigne in primo piano, per poi spaziare alle principali cime delle Prealpi lecchesi. I sentieri sono tutti ben indicati da cartelli e segnavia anche sugli alberi, permettendo anche d'inverno con la neve di poter compiere suggestive escursioni.

Si segue l’autostrada A9 Como-Chiasso fino all’uscita di Como Est, per poi continuare sulla A59. Attraversato Como, si prosegue prima sulla Strada Provinciale Ex Strada 342 e poi sulla Strada Statale 639. Oltrepassato l'abitato di Erba si continua sulla SP40 fino ad Asso. Superato il paese, si svolta a destra in direzione di Valbrona seguendo la SP46. La macchina si consiglia di lasciare nel comodo parcheggio del campo sportivo, subito dopo il monumento ai caduti (490 m). Raggiunto il vicino Oratorio di San Rocco, si svolta a sinistra nell'omonima via. Oltrepassato un piccolo parcheggio, si prosegue in via Carlo Roncareggi, al primo bivio si prosegue a destra in via della Torre, seguendo le indicazioni sulla palina segnavia. Alla termine di una breve scalinata, si arriva alla Fontana detta “di San Carlo”,  adiacente al lavatoio. Accanto, un pannello didattico descrive i vari sentieri che si possono intraprendere e i percorsi tematici. Si inizia a seguire l'antica mulattiera contrassegnata dal segnavia CAI 14. Dopo aver oltrepassato una prima cappella con raffigurata la Sacra Famiglia, in breve si arriva alla seconda cappellina della Trinità. Continuando sul percorso principale si raggiunge un suggestivo ponticello, con a lato una bella statua della Madonna, denominata appunto “del ponte”. Seguendo sempre le indicazioni per Prezzapino, in pochi minuti si arriva all'area pic-nic, denominata “Cuatorta” (590 m). Si sale verso sinistra in maniera costante, mentre alla nostra destra il panorama si apre sul Gruppo delle Grigne. Oltrepassato sulla destra un casolare in località Rogorea, in breve si arriva a un bivio. Tralasciato a sinistra il sentiero che sale all'alpe di Monte e da cui poi si farà ritorno, si arriva al balcone naturale in località “Prezzapino” (674 m). Una pausa ammirando il panorama sulle Grigne, sul Pizzo d’Erna, il Resegone, il Magnodeno, il Monte Moregallo e i Corni di Canzo è quasi d'obbligo. Dalla palina segnavia si imbocca il sentiero a sinistra che sale leggermente nel bosco, arrivando in poco tempo all'alpe di Monte (734 m). Dalla fresca fontana, si sale a monte delle case e seguendo le indicazioni per la cima, si inizia a guadagnare quota in maniera costante. Tralasciata un sentiero a destra, si continua a salire fino a raggiungere una bella baita ristrutturata. Il sentiero continua verso sinistra, passando accanto a una fontana per poi entrare in un fitto bosco. Con varie svolte si arriva poco sotto alla dorsale, per poi proseguire verso sinistra con un breve traverso. Tralasciata la deviazione a sinistra per la direttissima al M. Megna, si svolta a destra raggiungendo poco dopo un bivio. Si svolta verso sinistra (a destra si scende verso la Conca di Crezzo), e con alcuni saliscendi si inizia a percorrere la lunga dorsale fino alla Croce di Megna (1050 m). Oltre a essere la più grande di tutto il triangolo lariano, ha anche la particolarità di avere quattro braccia. Grazie alla sua posizione centrale, si può godere di un panorama unico su tutte le cime del triangolo lariano e sulle montagne che la circondando, con le Grigne in primo piano. Per il ritorno si ripercorre il medesimo itinerario fino all'alpe di Monte, per poi seguire la stradina d'accesso. Incrociato un sentiero a sinistra, si abbandona la stradina e si scende raggiungendo nuovamente la mulattiera dell'andata. Da qui si ritorna a Valbrona sul medesimo itinerario.
Malati di Montagna: Simonetta, Lorenzo, Danilo, PiGi e il selvadego

Valbrona
Chi ben comincia è già a metà dell'opera...!!!

Oratorio di San Rocco

l’antica “Fontana di San Carlo”, così chiamata perchè vi si dissetò San Carlo durante una vista pastorale e secondo la tradizione, diede alla sorgente carattere perenne


Località Rogorea

la casa della Strega

I due tigli ultracentenari di Prezzapino

La sua chioma forma una simil-conica che ricorda un cuore rovesciato. La stessa forma a cuore si manifesta nella foglia.

semplicemente le Grigne

Alpe di Monte





magic moment....!!!











Monte San Primo

Monte Megna 1050 m

La catena Mesolcina, un gruppo montuoso delle Alpi dell’Adula

Arrivati dove sorge la Croce, ciò che colpisce è la complessità dell’opera che, sebbene di acciaio, ha richiesto senz’altro un impegno notevole da parte dei volontari per il suo assemblaggio; circondata da un recinto con cancelletto apribile, si nota, alla base del monoblocco di sassi e cemento, la dedica alla Beata Vergine Maria.


Resegone

Resegone e Corni di Canzo

Grignone e Grignetta

si torna a casa...purtroppo...!!!