IL MIO ZAINO NON È SOLO CARICO DI MATERIALI:
DENTRO CI SONO LA MIA EDUCAZIONE, I MIEI AFFETTI, I MIEI RICORDI,
IL MIO CARATTERE, LA MIA SOLITUDINE.
IN MONTAGNA NON PORTO IL MEGLIO DI ME STESSO:
PORTO ME STESSO, NEL BENE E NEL MALE.
Renato Casarotto

domenica 27 settembre 2020

Al Monte Barro o Monte Crabbia

Un lungo anello che ha come punto di partenza Pettenasco, pittoresco paesino adagiato sulla sponda orientale del Lago d'Orta. La quota maggiore si raggiunge sul Monte Barro o Monte Crabbia a 639 m, dal quale si ha una meravigliosa vista sul lago con l'isola di San Giulio e sulle cime e valli circostanti. Escursione che si svolge su sentieri, vecchie strade selciate e strade agricole, con brevi tratti su strada asfaltata. Si attraversano alcuni borghi caratteristici, dove tra i vicoli si respira ancora l'atmosfera d'altri tempi. Le indicazioni non sono sempre presenti, si consiglia di utilizzare la traccia gps o avere nello zaino una cartina della zona.

Pettenasco si può raggiungere percorrendo l'autostrada A26, uscendo ad Arona o Borgomanero. Il punto di partenza è nei pressi della Chiesa Parrocchiale dedicata ai Santi Audenzio e Caterina in Corso Roma (305 m). Dalla chiesa si attraversa la strada e si inizia a seguire Via Vittorio Veneto (palina segnavia sent. VU9). Oltrepassato il Museo della tornitura del legno, si svolta a destra raggiungendo il caratteristico viadotto ferroviario. Tralasciata a sinistra l'indicazione per Pratolungo, da dove poi si farà ritorno, si prosegue diritti raggiungendo in breve il ponte romano costruito all’inizio della Val Fatta. Attraversato il torrente Pescone, si può scendere raggiungendo la fresca fonte Paganetto, per poi proseguire a destra seguendo l'indicazione per Cargegna, Miasino (VU9). Si sale raggiungendo la ferrovia che si costeggia per un breve tratto. Oltrepassata un'abitazione, si inizia a risalire la mulattiera acciottolata che si inoltra nel bosco, raggiungendo in pochi minuti le prime abitazioni di Carcegna (397 m). Con bella vista verso il Lago d'Orta e l'isola di San Giulio, si percorrono gli stretti vicoli fino ad arrivare alla chiesa parrocchiale di San Pietro. Dalla chiesa seguendo le indicazioni sulla palina, si prosegue a destra in Via alle Scuole verso Miasino. Oltrepassato il circolo operaio, si scende a destra lungo il sentiero che attraversa alcuni campi. Attraversato un ponticello si sale su sentiero scalinato fino a un bivio. Si svolta a sinistra iniziando a seguire un ampio sentiero che in leggera salita attraversa un bosco. Il sentiero in seguito diventa una stradina asfaltata che sale a lato di un muretto a secco e una rete di recinzione. Arrivati alle prime case di Miasino, si prosegue diritti oltrepassando un piccolo parcheggio, per poi continuare a percorrere la lunga stradina asfaltata, con ampie vedute sul lago. Al termine del muretto a secco si abbandona la stradina e svoltando decisamente a sinistra si percorre un tratto su fondo erboso fino a una casa con le persiane blu, oltre la quale si imbocca un stretto vicolo che conduce a una caratteristica piazzetta. Si segue la via sulla sinistra, per poi seguire a destra la stradina acciottolata che sale fino alla chiesa di San Rocco, dalla quale si domina il paese. Dal campanile, oltrepassato l’ingresso del “Giardino dei Semplici”, si scende seguendo una ripida scalinata che termina in Via Umberto I. Proseguendo a sinistra,  in breve si arriva alla chiesetta del Monastero delle Monache Agostiniane, da dove si continua a destra in Via Cantalupi. Si scende fino a incrociare la statale, che si segue per pochi minuti verso sinistra raggiungendo il cimitero, per poi continuare a destra in direzione di Pisogno. Raggiunta la struttura con le piscine, si sale leggermente a sinistra arrivando al cartello che indica sulla destra la Regione Bagnalera. Si percorre la stradina sterrata passando accanto ad una cappella e in seguito tra alcune casette. Incrociata la strada la si segue per pochi metri verso destra, per poi continuare su strada agricola, entrando nella valle del Torrente Agogna. Oltrepassata una cascina con un caseificio, in breve si arriva a incrociare la strada asfalta ad Armeno. Si attraversa e proseguendo sul marciapiede verso destra si raggiunge una via con una cappella e un torrente che scorre accanto. Da qui percorrendo le vie interne del paese, si arriva in Piazza della Vittoria, dove a sede il Municipio. Dalla piazza nei pressi del negozio della Cooperativa Agricola Mottarone, dove la strada si biforca, si scende a sinistra prima in Via Addis Abeba, poi tenendo la destra in Via Don Magnone, verso Omegna/Bassola. Dopo alcuni minuti si arriva al cartello che indica il percorso escursionistico ad anello Armeno-Bassola-Agrano (itinerario 15). Si scende per pochi metri, per poi proseguire sul sentiero a destra non indicato, che in seguito diventa una vecchia mulattiera oramai poco frequentata. Rimanendo sul percorso principale e ignorando alcune deviazioni a sinistra, attraversato un torrentello, in breve si arriva nei pressi di una cascina. Da qui si segue la strada sterrata a destra (fontana), che scende fino ai pascoli di Pratolungo. Attraversato un ponte, si sale leggermente seguendo la strada agricola fino a un primo bivio, dove si svolta a destra raggiungendo poco dopo una palina segnavia. Si prosegue in direzione di Agrano, con una lungo e piacevole tratto su stradina sterrata e sentiero. Oltrepassato il campo sportivo in breve si arriva alle prime case di Agrano. Raggiunta la strada asfaltata a poca distanza dall'Oratorio Madonna di Campagna, si svolta a sinistra fino a incrociare sulla destra Via dei Cavalli. Terminate le abitazioni la strada diventa sterrata e prosegue ai margini del bosco, fino a uscire nei pressi del cimitero. Dalla palina segnavia si inizia a percorre l'ampio sentiero che sale all’inizio in maniera decisa, in direzione del Monte Barro. Grazie alle innumerevoli paline segnavia e indicazioni, si raggiunge senza particolari problemi la croce eretta dagli alpini sul Monte Barro o Monte Crabbia (639 m). Il panorama che questa modesta montagna regala è veramente notevole, dal Lago d’Orta, all’isola di San Giulio, fino alle valli e cime che la circondano. Con la croce alle spalle, si scende sul sentiero a destra che raggiunge poco dopo una rustica panchina, per poi proseguire la discesa a destra nel bosco fino a incrociare una stradina sterrata a monte di alcune case. Si continua a scendere a sinistra fino a un bivio, per poi svoltare a destra arrivando in pochi minuti alle prime abitazioni di Pratolungo. Raggiunto il circolo ARCI, si svolta a sinistra e subito dopo a destra seguendo le indicazioni sulla palina segnavia per Pettenasco. Arrivati al Santuario della Madonna della Neve (fontana), si inizia a scendere lungo la “Via Prea Grossa”. Dopo un primo tratto asfaltato, si continua su una bella mulattiera selciata, fino a raggiungere nuovamente il viadotto della ferrovia chiudendo l’anello. Da qui si ripercorre il medesimo percorso fino al parcheggio.
Malati di Montagna: Gemma, Danilo, Lorenzo, PiGi e il selvadego

Parrocchiale dei Santi Audenzio e Caterina
La chiesa sorse anticamente come cappella alle dipendenze dei canonici dell’Isola di San Giulio e venne ricostruita in stile romanico nel XII secolo con la dedicazione a Sant’Audenzio. La chiesa conserva, sul lato settentrionale – accanto alla moderna torre campanaria (1792) - il suggestivo campanile risalente al XII secolo, fra i più antichi della Riviera.




Ponte romano
Posizionato all’inizio della Val Fatta e attraversa il torrente Pescone, il più grande affluente del lago d’Orta che nasce dal Mottarone, proprio sotto al grande arco troviamo la fonte Paganetto da cui sgorga un’acqua purissima.




vecchie strade acciottolate



Lago d'Orta


L'isola di San Giulio è dominata dalla basilica romanica, dal palazzo vescovile e dall'abbazia benedettina.


Fazione di Carcegna, detta “la riviera” per l’ideale esposizione solare a ballatoio sul Cusio



Chiesa Parrocchiale dedicata a San Pietro. edificata nel ‘600 su disegno dell’architetto Andrea Biffi, la parrocchiale venne costruita sulla base di una precedente chiesa romanica, già a documento nel 1217 tra le cappelle della Pieve di Orta



ancora ben visibili i resti di mulattiere 



Miasino


Chiesa Parrocchiale di San Rocco, monumento nazionale






Armeno






Località Pratolungo




Agrano
Oratorio Madonna di Campagna


si sale verso la cima



Monte Barro (o Monte Crabbia) 639 m
in splendida posizione su Orta e il suo lago




si scende lungo la mulattiera detta “Prea Grosa”


Via Prea Grossa



venerdì 18 settembre 2020

Ci vuole una gran Facciabella nell'andare per monti....

Un lungo anello dai panorami mozzafiato, che ha il suo punto culminante nel Mont Facciabella a 2621 m, straordinario balcone sul massiccio del Monte Rosa. Difficilmente si incontrano persone tranne che nei pressi del Rifugio Grand Tournalin o alla partenza dal piccolo e caratteristico paesino di Mandriou. Si cammina prevalentemente a una quota superiore ai 2000 m, su sentieri sempre ben segnalati, anche se una cartina è sempre meglio averla nello zaino.

Dall'autostrada A5 Torino/Aosta si esce al casello di Verrès, per poi proseguire seguendo la SS506 della Val d’Ayas fino a Brusson. Raggiunta la frazione Corbet, si svoltia a sinistra in direzione di Antagnod. Attraversati i caratteristici villaggi di Lignod e Antagnod, a circa 500 metri prima della frazione di Bisous, si svolta a sinistra per Mandriou. In pochi minuti si arriva nel piccolo parcheggio antistante la graziosa chiesetta 1839 m, eventualmente si può parcheggiare a lato della strada o negli spazi a poca distanza dal paesino. A lato della chiesetta, accanto a una fresca fontana, si seguono le indicazioni sulla palina segnavia per il Col de Nana/Colle Vascoccia, sentiero 3. Lasciate le case alle proprie spalle, il sentiero inizia a salire passando accanto a un edicola votiva. Incrociata una strada sterrata la si segue per pochi metri verso destra fino a Ca' Zena, per poi salire a sinistra seguendo i segnavia 3/3A. Usciti dal bosco si arriva a un bivio, tralasciamo il sentiero 3F a destra dal quale poi si farà ritorno (Lago Lochien), si arriva a incrociare il Ru Cortod che si attraversa su un ponticello in legno. Si continua a salire tra due staccionate in legno, arrivando in pochi minuti nei pressi dell'alpe Metsan. Oltrepassato l'alpeggio, il sentiero sempre ben evidente prosegue con una lunga diagonale verso sinistra, tra piante di ginepro, uva ursina e brugo, in direzione della cappella Sarteur. Terminata la salita si piega verso destra entrando nel vallone che conduce al Passo Vascoccia. Il sentiero prosegue a valle della cappella e dell'alpeggio Vascoccia (2249 m), continuando a salire leggermente fino a un bivio. Tralasciata a sinistra l'indicazione per la "Falconetta" (3A), si prosegue diritti seguendo il sentiero 3, che risale l'erboso valloncello sino all'ampia sella del Col Vascoccia (2567 m). Abbandonato momentaneamente il sentiero 3, si sale verso destra seguendo il segnavia 3B. Con alcuni saliscendi si percorre l'ampia cresta fino a raggiungere la cima del M. Facciabella (2621 m). Il panorama sul Massiccio del Monte Rosa è talmente straordinario che si rimane incantati. Tornati al colle si riprende a seguire il sentiero 3 sulla sinistra. Dopo aver attraversato una pietraia, si raggiunge un crinale secondario proveniente dal Bec di Nana. Si scende leggermente, per poi proseguire a mezzacosta tagliando un pendio di sfasciumi, fino a raggiungere un poggio. Dopo un breve tratto in falsopiano, il sentiero prosegue in diagonale risalendo un ripido pendio erboso, oltre il quale superato un breve passaggio dietritico, si incrocia il sentiero proveniente dal Col di Nana, che si può raggiungere con un piccolo sforzo fisico (2773 m). La discesa ora si svolge sull'Alta Via n. 1 e su sentiero 4A. Dopo un primo tratto con pendenza scarsa tra prati e rocce, si raggiungono alcuni piccoli salti rocciosi, in corrispondenza di uno di questi è stata realizzata una scalinata in pietra per facilitarne il passaggio. Si prosegue ora senza particolari problemi attraversando alcune pietraie, fino a incrociare la strada sterrata di servizio al rifugio. Si risale la sterrata e subito dopo aver oltrepassata l'alpe Tournalin Dessus, si arriva al rifugio Grand Tournalin (2544 m). Dalla palina segnavia si scende seguendo l'Alta Via n. 1 e i sentieri 4 e 4A, recentemente ritracciati, evitando cosi la strada sterrata e accorciando notevolmente il percorso. Oltrepassata l'alpe Tournalin dessous, si raggiunge il Torrent de Nannaz, lo si costeggia inizialmente sulla sinistra, per poi portarsi sulla destra grazie a un ponticello in legno. A quota 2100 m circa, si abbandona il sentiero e si imbocca sulla destra il sentiero 3F, anche questo ritracciato di recente. Dopo una diagonale verso destra, il sentiero svolta decisamente a sinistra iniziando a salire ripidamente il pendio, tra rododendro, mirtillo e qualche larice, fino a raggiungere il Lago Lochien e l'omonimo colle (2276 m). Dal lago ormai quasi completamente interrato, si sale a destra per pochi metri, per poi iniziare a scendere su buon sentiero (3F) in direzione sud. Si attraversa un bosco di conifere e tralasciato a sinistra il sentiero 5, in breve si incrocia una stradina sterrata. Si riprende a seguire sul lato opposto l'ampio sentiero, fino a ritornare al bivio nei pressi del Ru Cortod. Da qui si fa ritorno a Mandriou sul medesimo percorso dell'andata.
il selvadego solitario

si parte da Mandriou 1839 m


usciti dal bosco.....iniziamo bene....!!!


eccolo lo Zerbion


Agriturismo La Tchavana, all’Alpe Metsan


posto privilegiato.....


si sale verso il.....paradiso....





Alpe Vascotchaz


salendo verso il colle



Col Vascoccia 2568 m
Petit e Grand Tournalin


il Rosa....per chi non l'avesse riconosciuto....!!!




in cresta verso il Facciabella



Mont Facciabella 2621 m








vista sulla val d'Ayas


grazie Facciabella e alla prossima....


ritorno al Col Vascoccia


primo suggestivo tratto di sentiero a mezza costa






secondo tratto a mezza costa


in secondo piano la cresta del Facciabella


verso il colle



finalmente eccoci arrivati al Col di Nana 2773 m




iniziamo a scendere lungo l'Alta Via n. 1



in fondo il rifugio


tratto da fare un po' d'attenzione



vietato sporgersi...!!!





l'ameno pianoro del Vallone di Nana





in salita verso il Lago Lechien



Colle e Lago Lechien 2276 m, oramai trasformato in torbiera