Il mio zaino non è solo carico di materiali e di viveri: dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi, il mio carattere, la mia solitudine. In montagna non porto il meglio di me stesso: porto me stesso, nel bene e nel male.
Renato Casarotto

Le montagne sono di tutti, ma non sono per tutti: sono per chi le ama e le rispetta, per chi vuole viverle e conoscerle, per chi non prevarica con il proprio io la loro esistenza e armonia.
Mario Rigoni Stern

sabato 20 dicembre 2025

Costiera dei Cech da Morbegno

L'appellativo "Cèch", ha origini effettivamente misteriose e oggetto di diverse interpretazioni, non ancora definite con certezza. Una delle ipotesi suggerisce che "Cèch" possa essere un diminutivo di "Franchi", in riferimento a un popolo che abitò e influenzò la vita della montagna e della valle durante l'alto medioevo. La "Costiera dei Cèch" si trova in provincia di Sondrio e si estende sul solatio versante retico valtellinese, fra Colico e Talamona. Grazie al clima mite tutto l'anno, la zona è particolarmente adatta alla coltivazione della vite e dell'ulivo. Si percorrono sentieri e mulattiere di montagna senza particolari difficoltà, la segnaletica è quasi sempre ben presente, consiglio comunque di utilizzare una traccia gps.
Malati di Montagna: Danilo, Silvio e il selvadego

Escursioni in zona:
Sentiero Città Alpina - Anello Orobico
Il Culmine di Dazio, meglio conosciuto come Còlmen
Bivacco Bottani-Cornaggia
"Scima de la rusèta" la cima per eccellenza dei Morbegnesi
Al Monte Bassetta, balcone straordinario alle porte della Valtellina
Sentiero Walter Bonatti, da Monastero di Dubino al Monte Foffricio

Si parte dal Ponte di Ganda a Morbegno
È un ponte storico a dorso di mulo in granito sul fiume Adda, simbolo di Morbegno. Costruito nel 1776 dall’architetto milanese Francesco Bernardino Ferrari, dopo che una piena distrusse il precedente. Unisce Morbegno a Civo e dal 2014 è pedonale e ciclabile. Cruciale per il collegamento tra i versanti della Valtellina, rappresentava infatti il punto di transito obbligato per chi, provenendo dal Passo S. Marco, era diretto a nord attraverso i valichi della Valchiavenna.


Il fiume Adda è uno dei principali corsi d'acqua dell'Italia settentrionale. Nasce nelle Alpi Retiche, vicino al confine svizzero, e sfocia nel Lago di Como prima di proseguire verso la pianura padana, dove si immette nel fiume Po.


l'inizio si svolge su bella mulattiera




si attraversano caratteristici borghi





Si prosegue seguendo il "Sentiero del Ventrin Pergol"


dalla cappella si prosegue verso Ca de la Ceva - Civo



...tralasciata la mulattiera per Civo, si continua a salire verso la Chiesa di S. Bernardo...



il Corno di Colino chiude il versante dell’alta Val Toate, con il modesto ma pronunciato picco a sinistra, la torre di Bering


San Bernardo


...il Legnone e Civo...



Morbegno e la Val Gerola


si prosegue verso...Roncaglia di Sotto...


...strani personaggi lungo il cammino...






Roncaglia di Sotto


La chiesa di San Giacomo a Roncaglia di Sopra



Sentiero per Chempo


la Valtellina e sullo sfondo l'Adamello



Chiesetta di San Carlo Borromeo a Chempo (edificata nel secolo XV)


si prosegue verso Cerido






la solitaria chiesetta di San Nazzaro in Cermeledo in cima al Dosso del Visconte


Quadro nella cappella antistante alla chiesa, ritrae alcuni emigranti che, scalzi e in misere vesti, curvi sotto il loro fardello, arrivano ad un porto e ringraziano la B. Vergine del viaggio compiuto.


si prosegue verso Campovico


Chiesa della Visitazione




Da Campovico si attraversa il Parco della Bosca, una splendida area naturalistica che costeggia il fiume Adda, fino al Ponte di Ganda


sabato 13 dicembre 2025

Da Maccagno ad Agra

Escursione panoramica sulla sponda Lombarda del Lago Maggiore, che combina un tratto di salita impegnativa dal borgo di Maccagno Imperiale ad Agra, per poi proseguire più dolcemente lungo il "Giro del Sole", offrendo viste spettacolari dal Belvedere Mandelli, dal Belvedere Augusto Zucoli e dal Monte Formica, sul lago e sulle cime circostanti. Al termine del "Giro del Sole" si prosegue seguendo per un tratto il "Giro della Luna", per poi scendere in un bel bosco di faggi raggiungendo la località Campagnette (154a). Dopo un breve tratto su strada asfaltata si prosegue sul sentiero 151 in direzione di Maccagno, percorso poco frequentato, con alcuni tratti ricoperti da un fitto fogliame. Si percorrono sentieri, mulattiere e strade di montagna senza particolari difficoltà, la segnaletica è sempre ben presente con paline escursionistiche e segnavia bianco/rossi. 
Malati di Montagna: Silvio e il selvadego

Altre escursioni in zona:

si parte dal borgo di Maccagno Imperiale tra "i borghi più belli d'Italia". Unico centro del varesotto e sul Lago Maggiore ad avere ottenuto il riconoscimento dall'Anci, l'Associazione nazionale dei comuni italiani








Un castello, una leggenda
Dal palazzo fortificato che ancora domina il borgo, i Mandelli difesero tenacemente l’eccezionalità amministrativa del feudo imperiale di Maccagno Inferiore, più volte minacciata per le mire di Milano o per la vacanza legata a problemi di successione. Gli abitanti del borgo, dal canto loro, come sudditi del Sacro Romano Impero, godevano di ampi vantaggi, dall’esenzione da ogni balzello imposto dai vari conquistatori della Lombardia a forme di amministrazione autonoma della giustizia. Di contro, questa sorta di isola extraterritoriale attirava «sfrosatori (sale, tabacco, legna e grano) delli Tre Stati vicini» (Regno di Sardegna, sulla riva piemontese del lago, dal 1744; Canton Ticino; ducato milanese), manigoldi dai conti in sospeso con la giustizia o «milanesi [che] per speculazioni de’ loro commerci vi ànno stabilito i loro empori». Tali privilegi resero indispensabili nei secoli politiche per salvaguardare autonomia e benefici acquisiti. Se, ad esempio, con apposita norma degli statuti comunali (dal 1433), i maccagnesi tentarono di vietare agli “stranieri”, attirati dalle franchigie fiscali o dalla possibilità di stabilire nel borgo un porto franco per commerci illeciti, d’avere possedimenti stabili, i feudatari ricorsero persino ad una leggenda. Già dal ’500 s’iniziò quindi a favoleggiare che nell’962 l’imperatore Ottone I, di ritorno dalla vittoriosa campagna contro il re d’Italia, Berengario II, fosse stato salvato dai maccagnesi da una tempesta sul lago e che, per riconoscenza, avesse conferito il blasonato titolo imperiale. Per accreditare la vicenda i Mandelli assoldarono abili falsari per produrre presunti diplomi grazie ai quali l’origine della concessione, retrocessa di oltre due secoli, e collegata ad una data cruciale, quella in cui Ottone i fu incoronato a Roma re d’Italia, assumeva crediti tali da garantirne l’inviolabilità. Oggi gli storici hanno svelato le contraffazioni e stabilito agli inizi del sec. XIII l’origine del feudo; ma la leggenda anima ancora una cerimonia folcloristica con rievocazione dello sbarco dell’imperatore sulla riva del lago.


inizio...




si prosegue sulla vecchia mulattiera...



punto panoramico sul Morissolo e sui Castelli di Cannero 



Agra...inizio Giro del Sole...



Belvedere Mandelli, splendido panorama sulla parte Sud del Lago Maggiore




...lungo il percorso interessanti pannelli didattici...


Belvedere Augusto Zucoli, un autentico balcone sul Lago, con splendida vista sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, e sui monti che le fanno corona




...si prosegue in un bel bosco...


...tra enormi faggi...


si sale al...


...Monte Formica...


...bel panorama sulla Val Veddasca...




...e su Agra...


si prosegue per un tratto sul "Giro della Luna"



sentiero 151


...si attraversa il Bosco Nassa...


Santuario della Madonna del Rosario o della Punta