Il mio zaino non è solo carico di materiali e di viveri: dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi, il mio carattere, la mia solitudine. In montagna non porto il meglio di me stesso: porto me stesso, nel bene e nel male.
Renato Casarotto

Le montagne sono di tutti, ma non sono per tutti: sono per chi le ama e le rispetta, per chi vuole viverle e conoscerle, per chi non prevarica con il proprio io la loro esistenza e armonia.
Mario Rigoni Stern

domenica 8 marzo 2026

Dal borgo di Montjovet al villaggio fantasma di Rodoz

Rodoz è un suggestivo villaggio abbandonato nel comune di Montjovet, a 1070 metri di altitudine. Immerso nel bosco, il "villaggio fantasma" offre un'atmosfera solitaria con case diroccate caratterizzate da volte a botte, una chiesetta dedicata alla Visitazione di Maria e un forno comunitario. Rodoz è anche legato a due leggende, il grido notturno di una pastorella scomparsa nel vallone e la storia di Caterina la Strega, condannata nel 1449. Il suggestivo sentiero che sale dal borgo di Montjovet è caratterizzato da boschi di castagni e pini, con fioriture di erica e vischio. Il sentiero, talvolta ripido e poco frequentato, offre scorci panoramici sulla bassa Valle d'Aosta. Per il ritorno si scende a Bellecombe con la graziosa chiesetta di Sant'Anna per poi proseguire fino al Ponte delle capre, un caratteristico ponte in pietra a un'unica campata sospeso sulla profonda gola della Dora Baltea. Antico passaggio strategico tra Saint-Vincent e Châtillon, risalente presumibilmente al XV secolo. Per il ritorno al borgo di Montjovet si segue la Via Francigena. Si percorrono sentieri di montagna senza particolari difficoltà, con alcuni tratti ripidi ed esposti dove prestare un minimo d'attenzione, la segnaletica non è sempre presente si consiglia di seguire una traccia gps. La cartina escursionistica utilizzata è la n. 12 - Basse Valli d'Ayas e Gressoney - dell'Escursionista editore.
Malati di Montagna: Silvio e il selvadego

Altre escursioni in zona:
Sulla Strada dei Polacchi
Monte Barbeston nel Parco Naturale Mont Avic

si parte dal Borgo di Montjovet



...spettacolare sentiero...




...un sentiero ricercato...







si riprende a salire...




Hepatica nobilis (Erba trinità)





...ricordiamoci sempre che noi siamo solo ospiti sulla terra...


...i giganti...


Rodoz



...il forno...


Si narra che una giovane pastorella sia caduta nel vallone in cerca di una capretta smarrita. Nelle notti di vento e luna piena, si dice si possa ancora udire il suo grido.


...si prosegue sul sentiero per Bellecombe...


La cappella  di Bellecombe è dedicata a Sant'Anna. Edificata nel 1679, presenta affreschi in facciata raffiguranti Sant'Anna, la Madonna e i Santi Pietro e Grato.



...si continua a scendere verso Ussel, attenzione il sentiero è scarsamente segnalato...




Il Castello di Ussel è un imponente maniero valdostano del XIV secolo, noto per essere il primo esempio di "monoblocco" della regione. Costruito tra il 1341 e il 1345 da Ebalo II di Challant, ha rappresentato un simbolo di potere feudale.


fine del sentiero...


si prosegue per la frazione Ussel...



...seguendo le indicazioni si raggiunge lo storico Ponte delle capre...


costruito su una stretta gola della Dora Baltea


per il ritorno si segue la Via Francigena in direzione di Saint Germain


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