Il mio zaino non è solo carico di materiali e di viveri: dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi, il mio carattere, la mia solitudine. In montagna non porto il meglio di me stesso: porto me stesso, nel bene e nel male.
Renato Casarotto

Le montagne sono di tutti, ma non sono per tutti: sono per chi le ama e le rispetta, per chi vuole viverle e conoscerle, per chi non prevarica con il proprio io la loro esistenza e armonia.
Mario Rigoni Stern

venerdì 19 agosto 2016

Al Colle della Bottiggia, tra nuvole e sprazzi di sereno...

A Carcoforo si può arrivare dall’Autostrada A26 (Genova - Gravellona Toce) uscendo a Romagnano Sesia. Si percorre poi la S.S. 299 seguendo le indicazioni per Alagna, si supera Varallo e, raggiunta Balmuccia, si segue a destra per la strada provinciale 10 imboccando la Val Sermenza. Raggiunta Rimasco, si tiene la destra seguendo la strada fino al paese di Carcoforo (1304 m). Alla sinistra dell'ampio parcheggio, alcuni cartelli segnavia (GTA-112-113-117) invitano a seguire una strada a traffico regolamentato che attraversa il ponte sul torrente Egua. Dopo aver oltrepassato il villaggio di Selva Bruna, si attraversa un ponte in cemento sul torrente Massero, per poi proseguire su una strada sterrata e in seguito su una bella mulattiera. Si inizia a salire gradatamente in un rado bosco di larici, arrivando all'alpe Chignolo (1530 m). Usciti dal bosco zigzagando lungo il ripido pendio si arriva sui vasti pascoli dell'alpe Fornetto (1926 m), la salita diventa più piacevole e dopo aver risalito un pianoro si vede sventolare la bandiera del rifugio. Attraversato un ramo del Croso Massero si giunge all'alpe Massero, dove in splendida posizione sorge il rifugio del Parco Naturale Alta Valsesia (2082 m). A monte del rifugio in breve si arriva al bivio segnalato su un masso, tralasciato a destra il sentiero 116 per la bocchetta del Badile, si continua a seguire il 113 per il Colle della Bottiggia in un ambiente aperto tra estesi pascoli, pietraie e rocce montonate che si estendono tra il Pizzo Quarazzola e il Pizzo Montevecchio. Entrati nel vallone che precede il colle, si percorre il sentiero in direzione della depressione del valico, dominato a destra dai Torrioni di Val Quarazza. Il sentiero sempre evidente attraversa la pietraia e con faticosa salita raggiunge il Colle della Bottiggia (2607 m). Da qui si può godere di uno stupendo panorama sulla Val Quarazza e la parete Sud-est del Monte Rosa.
Per il ritorno si segue il medesimo itinerario fatto in salita. Ritornati a Carcoforo consigliamo una visita a questo splendido paese, eletto nel 1991 "Villaggio ideale d'Italia" dalla rivista Airone, è uno dei più piccoli paesi della Valsesia, adagiato in una conca verde, tra i torrenti Egua e Lampone.
Malati di Montagna: Lorenzo, Danilo e l'homo selvadego

durante la salita verso il rifugio




Rifugio Massero 2082 m
Il rifugio dispone di 20 posti letto e di servizi con doccia, oltre al servizio bar e cucina. L’illuminazione e fornita da pannelli fotovoltaici. I gestori vi aspettano per degustare le tipiche specialità valsesiane: dalla polenta integrale abbinata ai piatti di carne o alla polenta concia, le squisite torte e le miacce, in un ambiente di cordialità e simpatia.


verso il Colle Bottiggia


tutta la vita è in perenne equilibrio...



sembra inaccessibile, ma il sentiero esiste...!!!



la fatica è ampiamente ripagata anche oggi...


qualcuno non è abbastanza stanco 
e programma già nuove uscite per terre alte


anche con le nuvole la montagna ha il suo fascino... 



Carcoforo
Circondato dalle creste del Pallori del Badile, del Quarazzolo, del Pizzo Tignaga, in un semicerchio
che va dal colle della Bottiggia ad ovest, al Colle Egua ad est, Carcoforo conserva integre le proprie caratteristiche di paese montano e valsesiano.



Uno degli affreschi che caratterizzano il paese di Carcoforo, dipinto sopra la porta d’entrata di un portone nei pressi della chiesa della Madonna delle grazie.










sabato 13 agosto 2016

All'Hendar Furggu, sopra allo splendido Lago Superiore

Bandiere sulle montagne non ne porto: sulle cime io non lascio mai niente, se non, per brevissimo tempo, le mie orme che il vento ben presto cancella. 
Reinhold Messner

Da Milano si segue dapprima l'autostrada A8 e in seguito l'A26 verso Gravellona Toce, per poi continuare sulla SS33 del Sempione fino a raggiungere l’uscita di Crodo (Valle Antigorio/Valle Formazza). Da qui continuando sulla SS659 oltrepassati i paesi di Crodo e Baceno si prosegue a destra seguendo le indicazioni per Premia/Formazza. Usciti dalla galleria si parcheggia sulla destra, nei pressi di un campeggio. Attraversato il ponte sul fiume Toce si raggiungo le caratteristiche case della frazione di Fondovalle (1220 m). Seguendo le indicazioni, oltrepassate le ultime case si piega sulla destra attraversando per un breve tratto un prato, per poi imboccare il sentiero G98a indicato da una palina segnavia. Si inizia a guadagnare quota in un bel bosco di conifere, oltrepassato un torrente si risale una ripida costa, per poi uscire nei prati dell'alpe Stavello (1594 m). Dopo un primo tratto in falsopiano, il sentiero sale ripidamente sulla destra idrografica del torrente Ribo. Usciti dal lariceto si arriva in pochi minuti a un bivio, tralasciato il sentiero a destra per il Passo della Foglia (G98), si continua a proseguire a lato del torrente raggiungendo un ampia conca. Seguendo gli innumerevoli omini si piega verso destra, per poi iniziare a salire sul lato sinistro di un ripido canalino franoso, oltre il quale si arriva allo splendido Lago Superiore (2275 m). Per raggiungere il passo si segue il sentiero a sinistra indicato da una palina segnavia. Dopo un primo tratto ripido, si arriva sopra a un promontorio, dal quale si ha un bel colpo d'occhio sul lago. Il passo si inizia ormai a vederlo, ma per raggiungerlo bisogna attraversare un tratto con grossi massi, tra il Pizzo Biela e il Pizzo Stella, facendo attenzione agli omini e alle rocce instabili. Raggiunto l'Hendar Furggu o Passo di Bosco (2419 m), sul confine Italo-Svizzero, si può osservare sul versante opposto la valle che porta a Grossalp e a Bosco Gurin, in Val Maggia. Per il ritorno si segue il medesimo percorso dell'andata.
Malati di Montagna: Pg e l'homo selvadego

solo il silenzio ci accompagna...



sentiero per il Passo della Foglia (G98)


canalino da risalire



Lago Superiore 2275 m



il vallone franoso prima del passo


Hendar Furggu o Passo di Bosco


la valle che porta a Grossalp e a Bosco Gurin





domenica 7 agosto 2016

Punta dei Camosci dal Sentiero Castiglioni

Da quassù il mondo degli uomini altro non sembra che follia, grigiore racchiuso dentro se stesso. E pensare che lo si reputa vivo soltanto perché è caotico e rumoroso. 
(Walter Bonatti)

L'ascensione al Bättelmatthorn o Punta dei Camosci, passando per il rifugio Città di Busto e rientrando dal passo del Griess è una escursione impegnativa, adatta a escursionisti esperti e allenati. I panorami sono da cartolina e con la giornata giusta come oggi, la vista sulle Alpi è da togliere il respiro! 
Malati di Montagna: Lorenzo, Danilo, Pg, Silvio, Franco e l'Homo Selvadego

ma se si parte già cosi...tutta la giornata non può essere che magnifica..!!!


È il primo rifugio costruito in Val Formazza, i lavori iniziarono nell'estate del 1926 e si conclusero con l'inaugurazione del 20 settembre 1927. Ristrutturato e rimodernato nel 1956, 1992 e dal 2006 al 2010, diventando oggi una struttura moderna e adeguata alle esigenze degli attuali escursionisti moderni, mantenendo però al tempo stesso l'aspetto della prima costruzione.



la direzione da seguire con diga del Lago dei Sabbioni e la Punta d'Arbola


Sentiero Ernesto Castiglioni
fu tracciato nel 1949 per collegare i due rifugi della sezione bustese, e cioè il rif. Città di Busto ed il rif. Maria Luisa in alta Valtoggia




la direzione sarà quella giusta?


ma si, l'importante è salire...


...va bene salire...ma qui si esagera...!!!


Danilo in cima...


dalla Punta dei Camosci o Bättelmatthorn 3044 m





Punta dei Camosci dalla cappella-bivacco al passo del Gries


by Danilo





sabato 30 luglio 2016

Al Corno Bussola...tutto gira intorno, da nord a sud, da est a ovest

Tutto ha un inizio e una fine, ma certe volte vorresti che non finisca mai...
Si inizia dal Col de Palasinaz (2661 m) percorrendo la lunga e affilata cresta che raggiunge prima la Punta del Lago (2817 m) per poi terminare al Corno Bussola (3023 m), balcone strepitoso sul massiccio del Rosa e sul Cervino. Per il ritorno si scende al Col de Boussolaz (2779 m), per poi proseguire verso cinque laghi di straordinaria bellezza: Lac Long, Lac de la Pocia, Lac du Couloir, Lac Vert e Lac de la Bataille. Due tratti attrezzati e la cresta mediamente esposta, richiedono piede fermo e assenza di vertigini.

Dall'autostrada A5 si esce al casello di Verrès e si risale per circa 15 km la Valle d'Ayas fino a Brusson. Poco prima d'uscire dal paese si segue la strada a destra per Estoul/Fenilliaz/La Croix. Dopo circa 1 km da Estoul si raggiunge un grande parcheggio sulla sinistra dove poter lasciare l'auto (1871 m). All'entrata del parcheggio una palina segnavia indica le varie destinazioni che si possono raggiungere e la relativa numerazione dei sentieri. Si prosegue lungo la strada sterrata seguendo le indicazioni per il rifugio Arp, senza considerare le deviazioni che si incontrano. Entrati nel bosco in breve si arriva a un bivio, abbandonata la strada sterrata si segue il sentiero a destra che sale ripidamente al limitare del bosco. A circa metà salita si tralascia il sentiero a destra per i Laghi di Estoul e si prosegue fino a incrociare la strada sterrata che si segue verso sinistra, arrivando in pochi minuti al bivio presso le baite di Chanlossère 2004 m.
Si segue la strada a sinistra (4-3B-3C-5-5A) affrontando una prima serie di tornanti, eventualmente seguire l'evidente sentiero a sinistra che permette di abbreviare il percorso. Dopo aver tagliato un ampio tornante, si abbandona la strada per seguire il sentiero contrassegnato da frecce gialle. Dopo un breve tratto in leggera salita, si riprende a salire ripidamente, per poi continuare in diagonale incrociando nuovamente la strada nei pressi di una costruzione.
Subito dopo una curva verso destra, si imbocca nuovamente il sentiero ben visibile a sinistra e attraversato un torrente si prosegue sul sentiero n. 4. Attraversata una stradina sterrata, si continua seguendo il sentiero che prosegue alto parallelamente alla strada per alcuni minuti, per poi salire con maggior pendenza a lato dell'emissario del Lago Battaglia. Raggiunto il caratteristico ponte in pietra, si svolta a destra seguendo il sentiero indicato dalla palina segnavia per Colle Palasina e il Corno Bussola (4-3C-3D-105). In falsopiano si costeggia il lago fino a raggiungere un secondo ponte in legno, collocato su canale che unisce il Lago Battaglia e il Lago Verde. Poco dopo il ponte si arriva a un bivio, tralasciato il sentiero a sinistra 3C da cui poi si farà ritorno, si prosegue seguendo il sentiero 105. In costante salita si raggiunge prima il Lago Coillou o Lac du Couloir e continuando a salire il grande ometto in pietra sul Colle Palasina (2661 m). Dal colle si abbandona il sentiero 105 che scende verso Mascognaz e si prosegue a sinistra perdendo leggermente quota (3D). Dopo un tratto a mezza costa, il sentiero svolta decisamente a sinistra iniziando a risalire con un serie di tornanti il pendio ad ovest del colle, fino a raggiungere la cresta. Si percorrere con un minimo d'attenzione la lunga cresta verso il Corno Bussola, con una strapiombante parete rocciosa a destra e un ripido pendio erboso dalla parte opposta che degrada verso i laghi. Alternando tratti ripidi a brevi tratti pianeggianti, si raggiunge il rilievo erboso della Punta del Lago (2816 m), oltre il quale si arriva al primo tratto attrezzato, una cengia attrezzata con una corda blu e scalini in ferro. Poco dopo si arriva al secondo tratto attrezzato, si scende per qualche metro su roccia, aiutati anche in questo caso da una corda fissa ancorata in più punti e alcuni gradini. Dopo quest'ultimo tratto attrezzato, si continua a seguire la cresta alternando alcune salite ripide a tratti pianeggianti, per poi abbandonare la screda scendendo leggermente verso sinistra su sfasciumi fino a incrociare il sentiero 3C, che utilizzeremo al ritorno. Si inizia a risalire l'ultimo breve tratto ripido su terreno instabile, raggiungendo la croce del Corno Bussola (3023 m), splendido balcone naturale con vista a 360° dalle più vicine cime come il Corno Vitello e la Punta Valfredda, al più lontano massiccio del Rosa fino al Cervino "la" montagna, simbolo ed essenza di ogni altra vetta.
Firmato il libro di vetta, si ripercorre il medesimo percorso fino al bivio, dal qui si inizia a scendere seguendo il sentiero a destra (3C), raggiungendo il colle Bussola (2807 m). Seguendo ora la cresta erbosa in breve si raggiunge un intaglio nella roccia profondo alcuni metri, con un minimo d'attenzione lo si supera grazie ad alcuni corrimani e gradini in ferro. Il sentiero riprende a seguire la cresta erbosa per un breve tratto, per poi piegare a sinistra e proseguire a mezzacosta. Al termine di questo tratto si inizia a perdere quota con una serie di tornanti, fino a raggiungere il Lago Lungo (2632 m), che si costeggia rimanendo poco più in alto. Tralasciato il sentiero a destra (3B) proveniente dal Colle Bringuez si continua a scendere arrivando prima al Lago Pocia (2518 m) e in seguito su facile sentiero al bivio tra il Lago Battaglia e il Lago Verde. Da qui si ripercorre il medesimo itinerario fatto all'andata.
Malati di Montagna: Silvio, Pg, Danilo e l'homo selvadego

Corno Bussola 3023 m


il Cervino


Massiccio del Rosa


in Cresta




i laghi



Col de Palasinaz (2661 m) 


primo tratto attrezzato


la via di cresta verso la cima


secondo tratto attrezzato by Danilo