Il mio zaino non è solo carico di materiali e di viveri: dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi, il mio carattere, la mia solitudine. In montagna non porto il meglio di me stesso: porto me stesso, nel bene e nel male.
Renato Casarotto

Le montagne sono di tutti, ma non sono per tutti: sono per chi le ama e le rispetta, per chi vuole viverle e conoscerle, per chi non prevarica con il proprio io la loro esistenza e armonia.
Mario Rigoni Stern

Visualizzazione post con etichetta Alto Vergante. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Alto Vergante. Mostra tutti i post

lunedì 30 dicembre 2024

Monte Cornaggia, Sass dal Pizz e Monte Croce da Nebbiuno

Il Monte Cornaggia con i suoi 920 metri è una delle cime più alte del Vergante e funge da spartiacque tra la Valle dell’Agogna e la Valle del torrente Valleggia. È un vero e proprio balcone naturale, dal Monte Rosa alle principali vette dell`Ossola, al vicino Mottarone, per poi spaziare sulle cime della Val Grande e naturalmente verso i laghi e la pianura. Dal Monte della Croce e dal vicino Sass dal Pizz la vista sul Lago Maggiore e i tre laghi di Varese, Monate e Comabbio è fantastica. Si percorrono strade e sentieri di montagna senza difficoltà, la segnaletica è abbastanza presente. Consigliata la carta escursionistica Geo4Map n. 17 - Mottarone.
buon anno dal mitico PiGi e il viandante Selvadego


“Nei grandi spazi della montagna, nei suoi alti silenzi, l’uomo non distratto può cogliere il senso della sua piccolezza e la dimensione infinita della sua anima.”


si parte da Nebbiuno


Chiesa di San Giorgio
Si ha notizie certe della chiesa per la prima volta nel 1830, ma è molto probabile che la sua costruzione sia di epoca anteriore, forse trecentesca, in quanto il Santo era particolarmente venerato dai Longobardi.




si percorrono strade di montagna...



segnaletica...


si sale...


ultimo tratto...


Monte Cornaggia



sorseggiare una tazza di tè caldo davanti a tanta bellezza non ha prezzo...





si scende sull'altro versante...


Sass dal Pizz e Monte Croce






Monte Croce




tornati al vecchio lavatoio....


...si prosegue tra le vie del paese...


sabato 19 marzo 2022

Sull'antica strada della "Via delle Genti"

La Via delle Genti è un'antica strada che collegava Verbania/Intra al confine svizzero. La Via continuava poi in Svizzera attraverso i paesi del Lago Maggiore fino a Locarno e poi nel piano di Magadino, dove si collegava alla Via che saliva al Passo del San Gottardo. Vecchie mulattiere solcate da viandanti, carovane di mercanti o semplici contadini che andavano a lavorare sui loro terrazzamenti, ora in stato di abbandono. Borghi fermi nel tempo, come Cadevecchio, toponimo che deriva dalle sue antiche case in sasso vivo, strette le une alle altre e collegate fra di loro da portici o il nucleo medioevale di Dumera che in antichità era conosciuto come “ il furtin ” per la sua caratteristica costruttiva che, con la chiusura dei portoni d’ingresso, permetteva di difendersi dalle scorribande dei briganti Mazzarditi. Ma la vera perla di questo itinerario è il Sacro Monte di Ghiffa, affacciato su uno dei panorami più suggestivi del lago Maggiore, con ampia visuale sulle Prealpi lombarde, il più piccolo dei Sacri Monti piemontesi e dal 2003 patrimonio dell’UNESCO. Tutto l'itinerario è ben indicato da paline segnavia, non ci sono difficoltà, tranne il primo tratto di sentiero che scende dalla Cappella della Madonna Addolorata dove bisogna fare un po' d'attenzione. Per il ritorno da Novaglio a Ghiffa abbiamo utilizzato il pulmino della LINEA 8 Intra - Ronco - Gonte del VCOTRASPORTI.
Malati di Montagna: PiGi e il selvadego

la partenza avviene dal parcheggio nei pressi del Museo del Cappello a Ghiffa


seguendo la via selciata si arriva....con splendidi scorci sul lago...


si arriva alla chiesa di Ronco dedicata alla Visitazione di S. Elisabetta a Maria


da qui si seguono le indicazioni per il Sacro Monte di Ghiffa (R30e)


attraversato il borgo si prosegue sull'ampia mulattiera


La cappella di Abramo (1701-1703) si presenta con una pianta cruciforme preceduta da un portichetto rettangolare.


Sacro Monte di Ghiffa
Il complesso è composto dal Santuario intitolato alla Santissima Trinità, da tre cappelle e dal porticato della Via Crucis.







La "Via delle Genti" è sempre ben indicata



ambiente sulla variante della "Via delle Genti"



la chiesa romanica di Sant'Agata





Segnaletica




Cadevecchio





Pieggio con l'Oratorio dedicato a S. Rocco, unico edificio sacro di Oggebbio dotato di orologio con i numeri romani.


Travallino con l’Oratorio dedicato a S. Antonio Abate


incredibile come ci siano ancora mulattiere ancora cosi ben tenute....


O il nucleo medioevale di Dumera che in antichità era conosciuto come “il furtin”, per la sua caratteristica costruttiva che, con la chiusura dei portoni d’ingresso, permetteva di difendersi dalle scorribande dei briganti Mazzarditi.




Bansc e la Cappella della Madonna Addolorata


sulla via del ritorno