Il mio zaino non è solo carico di materiali e di viveri: dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi, il mio carattere, la mia solitudine. In montagna non porto il meglio di me stesso: porto me stesso, nel bene e nel male.
Renato Casarotto

Le montagne sono di tutti, ma non sono per tutti: sono per chi le ama e le rispetta, per chi vuole viverle e conoscerle, per chi non prevarica con il proprio io la loro esistenza e armonia.
Mario Rigoni Stern

Visualizzazione post con etichetta Valsolda. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Valsolda. Mostra tutti i post

domenica 26 novembre 2017

Nel «Piccolo mondo antico» della Valsolda

Soffiava sul lago una breva fredda, infuriata di voler cacciar le nubi grigie, pesanti sui cocuzzoli scuri delle montagne. Infatti, quando i Pasotti, scendendo da Albogasio Superiore, arrivarono a Casarico, non pioveva ancora. Le onde stramazzavano tuonando sulla riva, sconquassavan le barche incatenate, mostravano qua e là, sino all'opposta sponda austera del Doi, un lingueggiar di spume bianche. Ma giù a ponente, in fondo al lago, si vedeva un chiaro, un principio di calma, una stanchezza della breva; e dietro al cupo monte di Caprino usciva il primo fumo di pioggia. Pasotti, in soprabito nero di cerimonia, col cappello a staio in testa e la grossa mazza di bambù in mano, camminava nervoso per la riva, guardava di qua, guardava di là, si fermava a picchiar forte la mazza a terra, chiamando quell'asino di barcaiuolo che non compariva.
da "Piccolo mondo antico", di Antonio Fogazzaro

Escursione ad anello in Valsolda, una valle baciata dal sole, tra dolomitiche montagne affacciate sul sul lago Ceresio, o Lago di Lugano. Si percorrono antiche mulattiere, attraversando caratteristici borghi e nuclei rurali, dove non mancheranno suggestivi scorci panoramici. Un viaggio a ritroso nel tempo, nell'ambiente romantico del “Piccolo Mondo Antico”. Si consiglia di effettuare questa escursione senza fretta, in modo tale da poter scoprire ogni angolo dei borghi che si attraversano.

Dall'autostrada A9 (Milano/Chiasso) si esce a Como nord (ultima uscita prima del confine), per poi proseguire costeggiando il lago di Como fino a Menaggio. Seguendo le indicazioni per Porlezza, dopo aver oltrepassato lo splendido centro rivierasco, si costeggia il Ceresio fino a raggiungere San Mamete, “accovacciato sulla riva come a bere”. La macchina la si può lasciare nel parcheggio poco dopo la piazzetta sulla sinistra, gratuito nei giorni festivi (275 m). Dalla caratteristica piazzetta, seguendo le indicazioni del TCI, si risale la scalinata raggiungendo il sagrato della chiesa di San Mamete, dedicata ai santi Mamete e Agapito, con accanto il campanile romanico del XI sec., un tempo staccato dalla chiesa. Si prosegue passando sopra un grosso salto roccioso, col torrente Soldo che rumoreggia in basso, raggiungendo in breve la cappella di forma cilindrica dedicata alla natività di San Carlo Borromeo. Poco prima si può notare sulla destra un’impronta di una mano sulla roccia, la tradizione popolare vuole che l'arcivescovo Carlo, in visita pastorale, salendo a visitare le altre chiese, stanco, appoggiò la mano lasciando l'impronta. Si prosegue arrivando poco dopo ai prati di Campò e ai Dossi, con una breve deviazione sulla destra si può salire all'oratorio di S. Carlo all'Esquilino, situato in splendida posizione panoramica. Continuando sulla stradina asfaltata (Via dei Dossi), dopo pochi minuti in prossimità di una cappella si incrocia la strada che sale verso Loggio (370 m). La si segue per un breve tratto verso sinistra in leggera salita fino a un tornante, per poi abbandonarla seguendo sulla sinistra Via Madonnina. Prima di raggiungere la chiesa parrocchiale di Loggio, attraversando le strette viuzze si raggiunge prima un lavatoio coperto, cinquecentesco, con una mola circolare in pietra e subito dopo casa Mossini, dove si può osservare sopra il portone dell'entrata un'immagine della Sindone con la Madonna dai sette dolori e lungo la facciata una serie di graffiti con putti. Dalla chiesa di Loggio dedicata a San Bartolomeo del XVI sec., si continua a seguire la mulattiera fino a un bivio, si prosegue a sinistra seguendo Via alla Cascata e in breve si scende al ponte in pietra, a poca distanza da una bella cascata. Dopo alcuni tornanti si abbandona la Via Crucis e si sale a destra incrociando la strada asfalta a Puria (504 m). Sul lato opposto della strada si passa accanto a un antico lavatoio e seguendo le strette viuzze del borgo si arriva nella bella Piazza del Congresso, dove si trova Palazzo Pozzi (eretto verso il 1741) sulla cui facciata sono ancora visibili alcune decorazioni. Senza percorso obbligato, si attraversa il paese e dopo la casa nativa di Pellegrino Tibaldi detto “il Pellegrini”, grande architetto, oltreché pittore, al servizio di Carlo Borromeo, si raggiunge il sagrato della chiesa di origine romanica di Santa Maria Assunta, totalmente rifatta nei sec. XVI-XVII. Dalla chiesa si inizia a seguire la strada asfaltata in leggera salita per alcuni minuti fino a raggiungere il cimitero. Abbandonata la strada si segue la strada acciottolata e dopo aver attraversato un ponticello in pietra, si sale fino a raggiungere la frazione più alta della valle, Dasio (582 m). Si sale passando accanto alla chiesa di San Bernardino e arrivati poco dopo a un bivio, si svolta a sinistra attraversando il paese, fino a incrociare la strada asfaltata che si inizia a seguire verso destra. Subito dopo aver oltrepassato il campeggio di San Rocco, si abbandona la strada e si segue a destra il "Sentiero Vita". Attraversato un castagneto, si arriva in breve all'oratorio di San Rocco, in posizione panoramica sulla valle, il sentiero prosegue per un breve tratto in piano passando accanto a una fontana, per poi scendere fino a raggiungere un parcheggio sterrato. Si prosegue verso monte seguendo la strada sterrata e dopo aver attraversato il ponte di Bizzo, si continua ancora per un breve tratto, fino a guadare un torrentello. Abbandonata la sterrata si imbocca sulla sinistra il sentiero n. 17 e dopo pochi metri si tralascia il sentiero a sinistra che scende verso le baite e si prosegue sul sentiero in falsopiano, dove all'inizio un cartello ci informa che stiamo per percorrere un sentiero magico… Si continua a mezzacosta senza particolari problemi, per poi immettersi in una bella stradina selciata. Giunti a un bivio con un cippo, prima di scendere a sinistra verso Castello, si consiglia una breve deviazione di pochi minuti verso Muzzaglio con la graziosa chiesetta e le baite ben ristrutturate (655 m). Dal bivio si perde velocemente quota fino a raggiungere il torrente che si attraversa grazie a un ponte, oltre il quale si continua seguendo la comoda strada sterrata. Oltrepassata una baita con una saltella, si tralascia a destra il sentiero n. 13 e si continua a seguire la strada acciottolata contrassegnata con il segnavia 15, fino a raggiungere il cimitero di Castello, che ci ricorda la triste storia della piccola Maria Maironi, "Ombretta sdegnosa del Missipipì" (451 m). Si entra tra i meandri dei vicoli del borgo, percorrendo in leggera salita la strada acciottolata. Non bisogna avere fretta nel visitare Castello, prima di tutto bisogna salire alla rocca, dove c'è l'antica cappella dedicata alla Beata Vergine Addolorata, per poi scendere verso la chiesa parrocchiale, incontrando sul proprio cammino antichi palazzi decorati, piazze, fontane e lavatoi. Ma la vera perla di Castello è la chiesa di San Martino, considerata la piccola "Sistina" di Lombardia, con il soffitto barocco e tutto l'ornato pittorico di fine '500, ne fanno un piccolo gioiello della pittura lombarda. Si abbandona a malincuore il sagrato della chiesa e si prosegue seguendo le indicazioni per il Museo Casa Pagani. Per il ritorno seguendo gli evidenti cartelli del TCI, si scende percorrendo la bella mulattiera, tra i giardini fioriti di vegetazione mediterrane, fino a raggiungere la frazione di Casarico. Non rimane che seguire per pochi minuti la strada asfalta verso sinistra ritornando al parcheggio.
Malati di Montagna: Simonetta, Lorenzo, Danilo, Silvio, Pg e il selvadego

Si parte da S. Mamete 272 m,
un piccolo borgo dall'aspetto ancora medioevale con una piazzetta porticata affacciata sul lago.




Si sale verso la chiesa di S. Mamete, dedicata ai santi Mamete e Agapito.


 Con un bel campanile romanico dell'XI secolo che un tempo era staccato dal corpo della chiesa.


panorama


La tradizione popolare vuole che l'arcivescovo Carlo, in visita pastorale, salendo a visitare le altre chiese, stanco, appoggiò la mano lasciando l'impronta. Al momento della beatificazione del loro arcivescovo i valsoldesi scelsero questo luogo per edificare un tempio.


Panorama verso la chiesa di San Bartolomeo a Loggio


Loggio 400 m


Casa Mossini con un dipinto raffigurante la madonna dei sette dolori con la Sacra Sindone. Il culto di Loggio per la Sindone deriva dalla emigrazione di lavoratori a Torino in un periodo di ostensione della Sindone.



chiesa di San Bartolomeo


antico e...


...nuovo ponte


Pellegrino Tibaldi detto “il Pellegrini”. Nato a Puria nel 1527, il Pellegrini fu grande architetto, oltreché pittore, al servizio di Carlo Borromeo arcivescovo di Milano, e fu insignito da Filippo II di Spagna, per il quale lavoró all’Escuriale, del titolo di Marchese di Valsolda.


tra i vicoli di Puria


...son troppo stanco...



chiesa di Santa Maria Assunta


Dasio 582 m



Oratorio di San Rocco, a pianta circolare che ricorda le chiesette inserite nel perimetro dei "lazzaretti" per il ricovero degli appestati nelle epidemie del XVII secolo.



arrivo a Muzzaglio 655 m


si inizia a scendere percorrendo bellissime mulattiere



panorama sul versante opposto della valle, con alcuni borghi attraversati


Il paese di Castello (451 m) è posto a strapiombo sopra un dirupo, meno ripido verso S. Mamete, più impervio nella parte verso Puria chiamata per questo "Al pizz".


dall'antica rocca


compagni di viaggio...


Il paese è un labirinto di vicoli, scalette, portici, anfratti, case addossate le une alle altre tipiche dei sistemi difensivi.






La chiesa di San Martino è considerata la piccola "Sistina" di Lombardia, il suo soffitto barocco, e tutto l'ornato pittorico di fine '500, ne fà un piccolo gioiello della pittura lombarda.



Dal sagrato della chiesa si può ammirare il lago fino al S. Salvatore, il promontorio di S.Mamete, Oria e Albogasio.


Tra le case di rilievo del borgo c'è la casa nativa del pittore Paolo Pagani, nato a Castello nel 1655. L'abitazione è stata utilizzata fino agli anni '70 come scuola elementare.


non rimane che scendere verso il lago lungo una bella mulattiera,
in mezzo a una vegetazione tipica mediterranea....



venerdì 2 giugno 2017

Monte Boglia (o Colma Regia 1516 m)

Il Monte Boglia (o Colma Régia) è l’ultima importante elevazione a meridione della lunga catena di confine che si stacca a S del Passo di San Lucio. Si presenta con una bella cupola prativa che emerge da fitti boschi ed è un belvedere rinomato e molto frequentato. Dalla vetta la vista è davvero spettacolare, spazia dal Lago di Como con le Grigne, al Lago Maggiore, a Lugano con il suo Lago sotto di noi. alla Valsolda, ma anche sull’Arco alpino occidentale e sulle Prealpi ticinesi e lombarde.

Interessante escursione ad anello nella Riserva Naturale Integrale Valsolda, alla scoperta dei segni dell’uomo e della natura. Il percorso si sviluppa nel tipico paesaggio prealpino lombardo, percorrendo gli antichi acciottolati che collegavano le frazioni del paese con i luoghi della monticazione estiva e continua lungo i sentieri di collegamento tra gli alpeggi in quota, oggi scarsamente frequentati.

Dall'autostrada A9 (Milano/Chiasso) si esce a Como nord (ultima uscita prima del confine), per poi proseguire costeggiando il lago di Como fino a Menaggio. Seguendo le indicazioni per Porlezza, dopo aver oltrepassato lo splendido centro rivierasco, si costeggia il Ceresio attraversando i vari paesini, fino a raggiungere la deviazione a destra per Dasio. Raggiunto il paese si svolta a sinistra seguendo le indicazioni per il campeggio San Rcco, oltre il quale si lascia l'auto all'inizio della strada sterrata, in uno spiazzo sulla sinistra (590 m). Si segue la strada sterrata fino a raggiungere una calcherà, oltre la quale subito dopo aver attraversato il ponte si abbandona la sterrata e si imbocca sulla sinistra il sentiero n. 17. Dopo pochi metri si tralascia il sentiero a sinistra che scende verso le baite e si prosegue sul sentiero in falsopiano, dove all'inizio un cartello ci informa che stiamo per percorrere un sentiero magico… Si prosegue a mezza costa senza particolari problemi, per poi immettersi in una bella stradina selciata. Giunti a un bivio con un cippo, prima di proseguire a sinistra verso Castello, si consiglia una breve deviazione di pochi minuti verso Muzzaglio che si raggiungere proseguendo diritti (fontanella nei pressi della chiesetta). Dal bivio si perde velocemente quota fino a raggiungere il torrente che si attraversa grazie a un ponte, oltre il quale si continua seguendo la comoda strada sterrata. Oltrepassata una baita con una saltella, si abbandona la sterrata contrassegnata con il segnavia 15 e si sale a destra seguendo il sentiero n. 13. Arrivati a un crocevia di sentire,i si continua verso destra seguendo l'ampio sentiero n. 10, che inizia a guadagnare quota con un lunghissimo mezza costa all'interno del bosco. Arrivati nei pressi di un torrente in secca, a causa del sentiero franato, bisogna risalire per qualche metro il letto del torrente, per poi riprendere il sentiero sulla destra. Giunti in località Drubi, si abbandona il sentiero n. 10 e seguendo i segnavia a sinistra sugli alberi si segue il sentiero n. 12. Questo è il primo dei due tratti più faticosi dell'escursione, si sale ripidamente facendo molta attenzione ai segnavia bianco/rossi sugli alberi, fino a uscire dal bosco nei pressi della Cascina Sala (1096 m). Costeggiando sulla sinistra le baite si sale fino a raggiungere la larga cresta erbosa della Zocca della Nave, che si segue per poi perdere leggermente quota fino a raggiungere la graziosa cappella della Madonna del Faggio (990 m) in splendida posizione panoramica sul lago. Si sale per qualche metro seguendo il sentiero n. 12 arrivando poco dopo a una seconda chiesetta, l'edificio avrebbe dovuto sostituire la cappella della Madonna del Faggio, ma per sconosciuti motivi i lavori si sono interrotti. Si scende verso destra, per poi iniziare a salire nuovamente all'interno del bosco arrivando in breve alla località Roccolo (1130 m). Da qui inizia il secondo tratto faticoso dell'escursione, si sale ripidamente seguendo la cresta in un bosco di faggi, anche se il sentiero a volte sembra perdersi, basta seguire i numerosi segnavia presenti sugli alberi. Usciti dal bosco si continua sulla ripida cresta erbosa fino a raggiungere la cresta Sud, con un cippo di confine e una panchina che invita a riposarsi ammirando lo straordinario panorama. Tralasciato a sinistra il sentiero che proviene da Brè, si prosegue in leggera salita verso la croce del Monte Boglia, che si raggiunge in pochi minuti (1516 m). Su un pannello vengono indicate le principali cime che si possono osservare da questo splendido balcone naturale. Per il ritorno scendiamo per un tratto lungo la cresta Nord su comodo sentiero scalinato, per poi entrare in suggestivo bosco, fino a raggiungere l’ampia radura erbosa del Pian di Scagn (1174 m). Sulla palina segnavia non è indicato, ma a destra rientrati in territorio italiano inizia il bel sentiero contrassegnato con segnavia bianco/rossi che conduce fino alla radura dell’Alpe Bolgia con una fresca fontanella (1120 m). Volendo si può iniziare da qui a percorrere la strada sterrata, oppure seguire il sentiero che inizia poco a valle dell'alpeggio. All'inizio tende a perdersi tra gli arbusti, ma seguendo i segnavia diventa più marcato, per poi terminare sulla strada sterrata che si inizia a seguire fino a raggiungere nuovamente il parcheggio dove si è lasciata l'auto.
Malati di Montagna: Silvio e l'homo selvadego

prima di scendere lungo l'antica via selciata verso Castello...


...con una brevissima deviazione si può arrivare a Muzzaglio 655 m


....con la sua caratteristica meridiana....


un'antica via attraversa il bosco....


nel bosco il sentiero sembra perdersi...


ma se si guarda con attenzione i segnavia non mancano...


dalla Zocca della Nave 1120 m
anche se la salita verso il Monte Boglia è ancora lunga...


...ci consoliamo con magnifici panorami...


... e bellissime chiesette come la Madonna del Faggio


al termine (quasi) della ripidissima salita
alla spalle SE del Monte Boglia


verso la cima....ancora pochi metri...


Monte Boglia o Colma Regia




un signor faggio....


Alpe Boglia