Il mio zaino non è solo carico di materiali e di viveri: dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi, il mio carattere, la mia solitudine. In montagna non porto il meglio di me stesso: porto me stesso, nel bene e nel male.
Renato Casarotto

Le montagne sono di tutti, ma non sono per tutti: sono per chi le ama e le rispetta, per chi vuole viverle e conoscerle, per chi non prevarica con il proprio io la loro esistenza e armonia.
Mario Rigoni Stern

sabato 15 maggio 2021

L'anello del Monte Megna

Dopo l'uscita invernale, una versione primaverile, con un anello escursionistico da percorrere con calma, su sentieri e mulattiere sempre ben indicate, grazie anche all'ottimo lavoro della Pro Loco di Valbrona che in questi anni ha valorizzato il proprio territorio. Anche se poco conosciuto, il Monte Megna con i suoi 1048 m, può regalare nelle giornate terse panorami unici, dalle Grigne al Resegone, alle principali cime del Triangolo Lariano, per poi ampliare la vista sulla pianura Padana.  Non ci sono difficoltà e può essere percorso anche da bambini o ragazzi, che vogliono iniziare ad approcciarsi verso la montagna, o da famiglie che cercano un momento di evasione dalle città.

Si segue l’autostrada A9 Como-Chiasso fino all’uscita di Como Est, per poi continuare sulla A59. Attraversato Como, si prosegue prima sulla Strada Provinciale Ex Strada 342 e poi sulla Strada Statale 639. Oltrepassato l'abitato di Erba si continua sulla SP40 fino ad Asso, per poi svoltare a destra in direzione di Valbrona sulla SP46. La macchina si consiglia di lasciare nel comodo parcheggio del campo sportivo, possibilità di fare rifornimento d'acqua nei pressi di una bella fontanella (490 m). Raggiunto il vicino Oratorio di San Rocco, si svolta a sinistra nell'omonima via. Oltrepassato un piccolo parcheggio, si prosegue in via Carlo Roncareggi, al primo bivio si prosegue a destra in via della Torre, seguendo le indicazioni sulla palina segnavia. Alla termine di una breve scalinata selciata, si arriva alla Fontana detta “di San Carlo”,  adiacente al lavatoio. Accanto, un pannello didattico descrive i vari sentieri che si possono intraprendere e i percorsi tematici. Si inizia a seguire l'antica mulattiera contrassegnata dal segnavia CAI 14. Dopo aver oltrepassato una prima cappella con raffigurata la Sacra Famiglia, in breve si arriva alla seconda cappellina della Trinità. Continuando sul percorso principale si raggiunge un suggestivo ponticello, con a lato una bella statua della Madonna, denominata appunto “del ponte”. Seguendo sempre le indicazioni per Prezzapino, in pochi minuti si arriva all'area pic-nic, denominata “Cuatorta” (590 m). Si sale verso sinistra in maniera costante, mentre alla nostra destra il panorama si apre sul Gruppo delle Grigne. Oltrepassato sulla destra un casolare in località Rogorea, in breve si arriva a un bivio. Tralasciato a sinistra il sentiero che sale all'alpe di Monte, si arriva al balcone naturale in località “Prezzapino” (674 m). Una pausa ammirando il panorama sulle Grigne, sul Pizzo d’Erna, il Resegone, il Magnodeno, il Monte Moregallo e i Corni di Canzo è quasi d'obbligo. Dalla palina segnavia si imbocca il sentiero a sinistra che sale leggermente nel bosco, arrivando in poco tempo all'alpe di Monte (734 m). Dalla fresca fontana, si sale a monte delle case e seguendo le indicazioni per la cima, si inizia a guadagnare quota in maniera costante. Tralasciata un sentiero a destra, si continua a salire fino a raggiungere una bella baita ristrutturata. Il sentiero continua verso sinistra, passando accanto a una fontana per poi entrare in un fitto bosco. Con varie svolte si arriva poco sotto alla dorsale, per poi proseguire verso sinistra con un breve traverso. Tralasciata la deviazione a sinistra per la direttissima al M. Megna, si svolta a destra raggiungendo poco dopo un bivio. Si svolta a sinistra (a destra si scende verso la Conca di Crezzo), e con alcuni saliscendi si inizia a percorrere la lunga dorsale fino alla Croce di Megna (1050 m). Oltre a essere la più grande di tutto il triangolo lariano, ha anche la particolarità di avere quattro braccia. Grazie alla sua posizione centrale, si può godere di un panorama unico su tutte le cime del triangolo lariano e sulle montagne che la circondando, con le Grigne in primo piano. Per il ritorno si ripercorre il medesimo itinerario fino al primo bivio, per poi proseguire a destra seguendo le indicazioni Megna, Asso, Lasnigo, Valbrona e Visino. Raggiunta una selletta si svolta a destra e si continua a scendere seguendo le indicazioni su un albero per Case di Megna. L'ampio sentiero perde quota in maniera costante lungo la valle fino al borgo dell’Alpe di Megna. Da qui si prosegue a sinistra in direzione di Visino. Oltrepassata la chiesetta, si continua lungo la strada sterrata fino alla prima curva verso destra. Abbandonata la strada si scende verso sinistra in direzione di uno steccato che racchiude una fossa per la raccolta dei liquami di un'azienda agricola vicina, per poi proseguire a destra seguendo il sentiero. Nel periodo in cui è stata fatta l'escursione l'area era interessata da alcuni lavori, per cui non era molto chiaro da dove riprendeva il sentiero dopo aver abbandonata la strada, si spera che a fine lavori venga ripristinata la segnaletica. Il sentiero diventa ben presto una mulattiera con fondo in cemento e sassi, che scende con alcune svolte nel bosco. Raggiunte le prime case, la mulattiera ritorna alle sue vere origini, mostrandosi quale antica e storica via che collegava Visino con Megna. Arrivati all'antica Cappella Votiva in località Madonna del Pozzo, si prosegue a sinistra incrociando poco dopo la strada asfaltata. Percorrendo le strette e caratteristiche viuzze del paese si arriva sulla strada principale che si inizia a seguire verso sinistra. Oltrepassata la Chiesa di San Michele e poco dopo il Monumento dei Caduti, in breve si ritorno al parcheggio da dove si è partiti.
il selvadego

San Rocco a Maisano




fontana costruita con “massi avelli”.


Valbrona

San Rocco

la Sacra Famiglia

dettagli della Cappellina della Trinità




località “Prezzapino” a 674 m



Alpe di Monte a 734 m



in ginocchio a lavare i panni...altro che lava e asciuga....

fontana particolare per due motivi, in quanto all’origine era un enorme sarcofago di tomba etrusca ed è stata pensata e realizzata con il lavatoio annesso




monumenti naturali

















sabato 8 maggio 2021

Dalla Val Calolden al Monte Coltignone

Dopo appena qualche minuto che si risale la selvaggia Val Calolden, ci si accorge quanto questa valle sia rimasta immutata nel tempo, chiusa tra le pareti del Coltignone a sinistra e della Costa Dorna (o Adorna) a destra. Il sentiero costeggia per quasi tutto il tempo il torrente Calolden, che con il suo scorrere si trasforma di tanto in tanto in graziosi giochi d'acqua. Con la costruzione della strada che sale ai Piani Resinelli, il sentiero 2, sempre ben indicato e curato, viene percorso oramai solo da nostalgici della Calolden o da chi vuole arrivare ai piedi della Grigna senza l'utilizzo dell'auto! Dai Piani Resinelli con un piccolo sforzo, si può arrivare attraverso il "Parco Valentino", sulla Cima di Calolden, sul Monte Coltignone e al "Belvedere", dove da poco tempo è stata allestita una passerella panoramica di 12 metri a sbalzo, sconsigliata a chi soffre di vertigini.

Si parte da Laorca, che si raggiunge da Lecco percorrendo la vecchia strada provinciale 62. Subito dopo la fine dell'abitato, nei pressi di un tornante, si può lasciare l'auto nel comodo parcheggio sulla sinistra (490 m). Si inizia a percorre Via Pacinotti che lentamente scende arrivando in breve al Ponte della Gallina. con vicino il vecchio lavatoio di Pomedo. Il sentiero n. 2 per la Val Calolden inizia subito dopo aver attraversato il ponte sulla destra. Si inizia risalendo una sterrata e al primo bivio si tiene la sinistra, arrivando poco dopo alla fine della stradina nei pressi di una casa. Da qui inizia il sentiero che entra da subito nel bosco e costeggiando il torrente sale fino a raggiungere una bacheca sulla quale vengono spiegati gli aspetti geologici della valle. Guadato il torrente, si riprende a salire sulla sinistra in maniera costante con alcuni tratti in falsopiano. Guadato nuovamente il torrente, si guadagna quota più ripidamente tra grossi faggi, incontrando alcuni gradoni di roccia. Si piega decisamente a destra, risalendo ripidamente il versante. Oltrepassati i ruderi della baita Paradiso, si guada un torrentello e con una serie di svolte, si arriva nei pressi di una cascatella sulla sinistra. Seguendo le indicazioni, si passa accanto a una baita diroccata e in breve si giunge a un bivio. Si svolta a sinistra continuando a seguire il segnavia n. 2. Dopo un primo tratto a mezza costa si svolta a destra e dopo aver guadato un torrente, si riprende a salire fino a raggiungere un campo sportivo, oltre il quale sulla destra si trova il Rifugio S.E.L. Si attraversa il Piazzale delle Miniere, raggiungendo poco dopo sulla sinistra una bacheca con una cartina stilizzata della zona, con indicate le possibili mete che si possono raggiungere. Si inizia a seguire la strada sterrata in leggera salita fino a raggiungere l'ingresso del Parco Valentino. Arrivati a un bivio, si abbandona la strada sterrata da cui poi si farà ritorno e si inizia a seguire le indicazioni a sinistra per il M. Coltignone. Il sentiero risale con pendenza costante la larga dorsale, raggiungendo il pratone sommitale della Cima di Calolden o Paradiso (1459 m), splendida la vista sulla Grignetta. Si prosegue ora su ampio sentiero sulla destra fino a un bivio. Tralasciato momentaneamente il sentiero a destra che scende, si prosegue seguendo le indicazioni sulla palina segnavia per il Monte Coltignone. Dopo una tratto in salita si scende per qualche metro per poi riprendere a salire fino alla cima (1479 m), straordinaria la vista sulla Valsassina e sulla città di Lecco. Tornati al bivio, si scende raggiungendo il sentiero a sinistra protetto da una staccionata di legno che si inizia a seguire. Dopo aver perso leggermente quota, con un tratto a mezza costa si arriva al "Belvedere", grazie alla nuova struttura realizzata, sembra di essere sospesi nel vuoto, la vista sul Lago di Como, i Laghi Briantei e le cime che li circondano, è unica. Per il ritorno si prosegue sulla strada sterrata e oltrepassata la Casa Museo delle Grigne di Villa Gerosa, in breve si incrocia nuovamente il bivio per la Cima di Calolden. Da qui si ripercorre il medesimo percorso fatto in salita fino al parcheggio.
il selvadego











vista sulla sottostante Val Calolden


Il Rifugio S.E.L. Rocca Locatelli
inaugurato nel 1908, quando ancora non esisteva la strada che saliva da Ballabio


vista dal Monte Coltiglione 1479 m








vista dal Belvedere
Dente del Coltignone e Coltignoncino







 video in 3D della traccia
dettagli e traccia gpx