Il mio zaino non è solo carico di materiali e di viveri: dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi, il mio carattere, la mia solitudine. In montagna non porto il meglio di me stesso: porto me stesso, nel bene e nel male.
Renato Casarotto

Le montagne sono di tutti, ma non sono per tutti: sono per chi le ama e le rispetta, per chi vuole viverle e conoscerle, per chi non prevarica con il proprio io la loro esistenza e armonia.
Mario Rigoni Stern

domenica 1 aprile 2012

La "Via delle Alpi" al Sasso Gordona

Dall'uscita di Como Nord percorriamo la statale 340 "Regina" per poi deviare sulla sinistra all'inizio di Argegno, seguendo le indicazioni per Erbonne saliamo verso le frazioni di Schignano, arrivati a Retegno svoltiamo a sinistra verso Posa che raggiungiamo in pochi minuti 840 m. L'auto la si può lasciare a monte del paese in prossimità delle paline segnavia, oppure proseguendo e arrivando in breve nell'ampio parcheggio di Almanno.
Seguiamo le indicazione della "Via delle Alpi", oltrepassato l'acquedotto e alcune case iniziamo a salire ripidamente nel bosco, arrivati ad una palina segnavia imbocchiamo sulla sinistra la mulattiera per l'alpe Nava, dopo un lungo tratto tra pascoli e boschi giungiamo all'alpe Nava 950 m. Passiamo accanto ad un Pero monumentale, vero tesoro dell'alpe e seguendo l'ampia mulattiera tra due muretti a secco giungiamo in cima all'ampio pascolo dove troviamo l'edificio detto "Comiti", poco prima del fabbricato pieghiamo a sinistra arrivando in pochi minuti ad un bivio, dove saliamo a destra verso l'alpe Comana fra rari castagni e molte betulle. Usciti dal bosco arriviamo in cima ad un dosso che domina la conca dell'alpe Comana 1100 m, angolo idilliaco con accanto un caratteristico laghetto, scendiamo verso la palina segnavia e prima di proseguire per l'alpe Carolza riprendiamo la salita sul versante opposto del pascolo in direzione del Monte Comana 1210 m che raggiungiamo dopo circa 10/15 minuti, consigliamo questa breve deviazione per assaporare il grandioso panorama che si gode dalla cima. Tornati alla palina segnavia seguiamo la strada pianeggiante verso l'alpe Carolza entrati nella faggeta troviamo ben presto un'altra deviazione per il Roccolo del Messo che seguiamo senza troppi indugi, al seguente bivio proseguiamo sulla destra seguendo il sentiero incassato nel terreno e arrivando in breve in un piccola radura dove è situato il Roccolo del Messo 1153 m con accanto un pannello informativo. Seguendo le indicazioni poste sul roccolo riprendiamo il sentiero che si inoltra immediatamente nel fitto bosco, continuando in falsopiano giungiamo all'ampia sella prativa della Colma di Binate 1131 m, godendo di una stupenda vista sulla Valle di Binate, ormai in territorio svizzero e su un tratto della Via dei Monti Lariani, dal Bisbino al Sasso Gordona. Dalla palina segnavia seguendo le indicazioni per il Sasso Gordona scendiamo leggermente sulla sinistra passando accanto ad alcune baite, poi proseguendo in falsopiano raggiungiamo la Colma Crocetta 1128 m, continuiamo ora su strada sterrata arriviamo ad un bivio, da dove seguiamo il sentiero a sinistra che sale verso la cima, durante il percorso incontriamo alcune casermette della Grande Guerra, realizzate sotto sporgenze naturali di roccia sul versante nord del monte, al riparo dai "nemici" e alcuni tratti di trincea. Dopo un tratto attrezzato con alcune catene di sicurezza arriviamo alla croce del Sasso Gordona 1406 m, dalla vetta si gode una vista eccezionale sulla valle d'Intelvi, il centro lago e fino alla Pianura Padana. Dopo una pausa ristoratrice iniziamo a scendere dal ripido crinale opposto alla salita (catene di sicurezza), alla base della piramide incrociamo nuovamente una trincea e infine una bella postazione in caverna, con basamenti per le mitragliatrici, ferritoie e un osservatorio.
Oltrepassata una magnifica nevea eccoci finalmente al rifugio Prabello 1201 m del CAI sottosezione Monteolimpino, costruito all’inizio del ‘900 con la funzione di Caserma della Guardia di Finanza italiana, prima di ripartire ci fermiamo a mangiare una deliziosa fetta di crostata ai mirtilli e pinoli.
Per la via del ritorno seguiamo la strada militare sulla destra (palina segnavia) che in breve ci porta ad un bivio, tralasciamo la deviazione a destra per la Colma di Binate (consigliata per chi non volesse allungare il percorso) e proseguiamo in costante discesa sulla strada militare ancora ben conservata. Giunti ad un bivio con una graziosa cappella, abbandoniamo la strada e proseguiamo a destra su una larga mulattiera, dopo un breve tratto passando vicino ad alcune case ci inoltriamo nel bosco continuando a perdere lentamente quota. Ad un bivio svoltiamo a destra seguendo le indicazioni per Perla, arrivati alle prime case ben ristrutturate pieghiamo nuovamente a destra e costeggiato la recinzione di una casa rientriamo nuovamente nel bosco. Il percorso è sempre ben evidente e prosegue con alcuni saliscendi, raggiunta una casa isolata attraversiamo un piccolo torrente e con una breve salita arriviamo ad un bivio, tenendo la sinistra in breve arriviamo ad un piccolo borgo che attraversiamo, arrivati ad un'ulteriore bivio seguiamo le indicazioni per Almanno che raggiungiamo in pochi minuti. Seguendo la strada asfalta facciamo ritorno all'auto dopo aver trascorso una splendida giornata tra i monti.
Malati di Montagna: Simeone, Danilo e Fabio

come si fa a non volergli bene...!!! by Simeone


fortino della "Linea Cadorna" by Simeone


discesa dal Sasso Gordona by Simeone


durante la salita...


dal Monte Comana 1210 m


idilliaca alpe Comana 1100 m


postazioni della "Linea Cadorna"



Sasso Gordona 1406 m


Danilo, Simeone e Fabio


rifugio Prabello 1201 m


domenica 25 marzo 2012

Vün, Dü, Trì...

Una volta raggiunto Como seguiamo la strada per Bellagio, oltrepassato l'orrido di Nesso svoltiamo a destra seguendo le indicazioni di Veleso. Dopo qualche chilometro tralasciamo la strada per il Piano del Tivano e svoltiamo a sinistra arrivando in breve a Veleso 826 m, l'auto la si può lasciare nel parcheggio antistante la piazza del paese o proseguire ancora per qualche minuto seguendo le indicazioni per il campo da tennis e il "Parco giochi bambini" (limitate possibilità di parcheggio). Dal pannello informativo situato nei pressi del campo da tennis proseguiamo raggiungendo una palina segnavia da dove proseguiamo sulla sinistra verso i Monti di Erno, purtroppo l'antico tracciato è stato soppiantato dall'asfalto, ce ne accorgiamo quando dopo qualche minuto in prossimità di un tornate, svoltando a sinistra percorriamo un breve tratto l'evidente mulattiera acciottolata. La carrozzabile prosegue in leggera salita traversando la Valle Loarno e arrivando in breve alla Baita Miralario dove ci fermiamo a osservare alcuni interessanti vecchi attrezzi agricoli appesi ai muri esterni.
Proseguiamo al limite del bosco lambendo le baite dei Monti di Loarno, dove stanno pascolando placidamente alcune mucche scozzesi, seguiamo ancora per qualche minuto la stretta carrozzabile giungendo infine nella valletta dove sono adagiate le baite dei Monti di Erno 1050 m. Oltre al piccolo stagno proseguiamo verso destra seguendo le indicazioni della palina segnavia, oltrepassata l'Azienda Agrituristica la Forcoletta costeggiamo per poche decine di metri una recinzione per poi svoltare decisamente sulla sinistra iniziando a risalire il ripido valloncello arrivando alla Forcoletta 1263 n. Senza troppi indugi proseguiamo a sinistra giungendo in breve sulla cima al M. Colmenaccio 1281 m, manco a dirlo il panorama anche se offuscato da una leggera foschia è splendido. Ritornati alla Forcoletta proseguiamo verso destra iniziando la ripida ascesa alla prima delle elevazioni della Costa del Monte San Primo, senza un'attimo di sosta eccoci al Piz del Luser 1405 m. Con percorso ora più agevole iniziamo la lunga cavalcata per cresta con splendide vedute panoramiche a 360°, oltrepassati due ripetitori eccoci alla croce del Monte San Primo 1682 m, questa è la prima volta che arrivo senza pestare la neve, dopo esserci salito per ben due volte dalla Colma di Sormano in inverno. Oltre a essere la montagna più elevata di tutto il Triangolo Lariano, grazie alla sua posizione il panorama è davvero notevole, con ampie vedute sui due rami del Lario e sulle montagne che lo circondano.
Dopo una breve sosta pranzo decidiamo di iniziare la discesa, alcune nuvole minacciose non preannunciano niente di buono, dalla grossa antenna scendiamo direttamente lungo una debole traccia seguendo il ripido costone erboso, oltrepassato un grosso blocco calcareo bianco in breve arriviamo ad alcuni alberi solitari che svettano in mezzo alla dorsale. Continuiamo ora su traccia sempre più evidente entrando in una suggestiva faggeta, inizia a piovigginare ma fortunatamente sono solo poche gocce, proseguiamo in falsopiano per alcuni minuti per poi giungere ad una evidente deviazione verso destra, perdiamo quota velocemente scendendo lungo un'ampio sentiero quasi franoso fra due recinzioni, in breve arriviamo alle case dei Monti di Là 1050 m. Seguendo la palina segnavia proseguiamo verso destra seguendo la carrozzabile e con suggestiva quanto piacevolissima passeggiata torniamo al parcheggio dove abbiamo lasciato l'auto.
Malati di Montagna: Simeone, Danilo e Fabio

...dall'abbigliamento non si capisce se faceva caldo o freddo...


la ripida discesa dal M. San Primo by Simeone


strani personaggi nel bosco...by Simeone


al Piz del Luser 1405 m


nuvole minacciose...


meglio iniziare a scendere...

domenica 11 marzo 2012

Allo Zucco di Manavello sull'Alta Via delle Grigne

Una volta arrivati a Lecco proseguiamo sulla provinciale 72 arrivando a Mandello del Lario, alla prima rotonda svoltiamo a destra passando sotto il ponte della ferrovia e proseguiamo seguendo le indicazioni per Rongio/Luzzeno. L'auto la si può lasciare nella piazzetta di Rongio 390 m dove però solitamente non c'è mai posto, oppure nei parcheggi sottostanti. Percorriamo Via Rossana e arrivati al bar osserviamo dalla parte opposta alcuni interessanti percorsi dedicati alla storia partigiana, proseguiamo verso destra in salita e oltrepassate le ultime case del paese giungiamo all'inizio della mulattiera acciottolata.  Dalla palina segnavia seguiamo il sentiero 13b per lo Zucco di Manavello, abbandonata dopo pochi minuti la mulattiera svoltiamo a sinistra arrivando in breve a Rossana 480 m dove c'è una fonte, attenzione perché è l'unica possibilità di rifornirsi d'acqua lungo tutto il cammino. Al seguente bivio proseguiamo a destra seguendo il sentiero incassato nel terreno, dopo qualche minuto incrociamo una palina segnavia che ci informa che stiamo percorrendo l'Alta Via delle Grigne, seguendo ora i segni azzurri ci inoltriamo nel bosco. Ci accorgiamo che man mano che saliamo la pendenza aumenta, troviamo anche alcuni scalini in legno che aiutano nel proseguimento, in prossimità di un grande omino svoltiamo a sinistra seguendo un segnavia in metallo per il Baitello di Manavello, tralasciando il sentiero che prosegue diritto e che useremo per il ritorno. Da qui in poi il percorso diventa molto ripido ma il panorama verso il lago ci allevia la fatica, i tratti in cui si può riprender fiato sono davvero pochi, superato un tornante verso destra come d'incanto ci appaiono lo le Grigne e sul lato opposto il lago di Lecco e i monti del Triangolo Lariano a fargli da corona…fermarsi è quasi d'obbligo… Pochi minuti ancora e arriviamo sull'ampio crinale da dove in breve raggiungiamo la prima catena fissa e in seguito una un po' più lunga, utili soprattutto nel periodo invernale, pieghiamo leggermente a destra e in breve arriviamo al Bivacco Baitello del Manavello 1060 m, gestito dal Gruppo Amici del Manavello. La cima è proprio li che ci aspetta per cui senza troppo divagare in men che non si dica eccoci allo Zucco di Manavello 1113 m che spettacolo, Sasso Cavallo, Sasso dei Carbonari, Zucco dei Chignoli e la Val Méria con il rifugio Elisa, a mio parere il versante più suggestivo delle Grigne. Ritorniamo al bivacco dove ci fermiamo per una pausa contemplativa seduti su una panchina davanti al lago, per non fare il medesimo itinerario fatto in salita chiediamo consiglio a uno dei responsabili che gestiscono il bivacco, gentilmente ci propone un'alternativa che accogliamo con entusiasmo. Dopo averlo ringraziato rimettiamo gli zaini in spalla e seguendo il sentiero che passa sotto allo Zucco di Manavello arriviamo alla Bocchetta di Portorella da dove svoltiamo a destra seguendo le indicazioni poste sulla palina segnavia, il percorso è alquanto ripido su terreno infido, per cui bisogna porre attenzione a dove mettere i piedi per non scivolare. Arrivati a un poggio panoramico con una bella panca ricavata da un'enorme tronco ci concediamo una breve pausa tanto basta a far raffreddare le ginocchia, il sentiero prosegue a destra con ancora un tratto ripido per poi continuare più tranquillamente in un bel bosco fino ad arrivare al grosso omino incontrato durante la salita, da qui in poi il percorso è il medesimo fatto al mattino. 
Malati di Montagna: Luisa, Franco, Danilo e Fabio

ecco a voi le "Grigne"


Danilo, Luisa e Franco


ultimo sforzo prima del bivacco


 Bivacco Baitello del Manavello


durante la ripidissima discesa...

domenica 4 marzo 2012

al Pianbello tra i laghi di Ghirla e Lugano

Da Varese proseguiamo per Porto Ceresio e seguendo le indicazioni arriviamo a Cuasso al Monte 532.
Lasciata l'auto nel parcheggio sotto alla chiesa seguiamo l'indicazione E/1 (il sentiero europeo E1 unisce Capo Nord (Norvegia) con Capo Passero in Sicilia, la sua lunghezza totale è di oltre 6000 km ma effettivamente è di circa 4900 km in quanto il sentiero già segnalato parte dalla cittadina svedese di Grövelsjön e termina a Castelluccio di Norcia, in Umbria), oltrepassata la posta svoltiamo a sinistra raggiungendo il piazzale della chiesa Parrocchiale di Sant'Ambrogio, proseguendo a destra in via Roma dopo il municipio in breve arriviamo ad un incrocio, seguendo le indicazioni continuiamo a sinistra per via delle Ville (possibilità di bere un caffè nel bar vicino). Dopo qualche minuto al termine della strada asfalta svoltiamo a sinistra seguendo le indicazioni poste su una palina segnavia, il primo tratto si svolge in ripida ascesa su una mulattiera invasa dalle foglie fino ad arrivare in località Lott 730 m, possibilità di rifornirsi d'acqua. Continuiamo seguendo gli evidenti segnavia E1, la salita ora si fa meno ripida e senza quasi accorgercene arriviamo alle belle radure dell'alpe Stivione, dove si possono osserva alcuni bunker della Linea Cadorna, notevole la bella fontana formata da tre vasche in pietra e da dove scaturisce una freschissima acqua. Dopo qualche minuto giungiamo ad un bivio in località Prà Pittur 820 m, su un pannello informativo viene mostrato in parte l'itinerario che andremo a percorrere e alcune notizie storiche sulla "Linea Cadorna", dalla palina segnavia seguiamo l'indicazione per la Bocchetta dello Stivione che raggiungiamo in pochi minuti 865 m.
Prosegundo arriviamo ad un secondo bivio, svoltiamo a sinistra seguendo le indicazioni della variante Marchirolo-Porto Ceresio del sentiero 3V (Via Verde Varesina, un'itinerario che si snoda tra i laghi di Lugano, Varese e Maggiore, attraversando zone di particolare pregio artistico e naturalistico lungo un percorso di 184 Km). Dopo un primo tratto in falsopiano perdiamo leggermente quota arrivando ad un'ulteriore palina segnavia, proseguiamo sull'ampia sterrata tralasciando il sentiero che sale ripido sulla sinistra, con alcuni tornanti arriviamo alla bocchetta dei Frati 925 m. Tornati indietro di qualche metro proseguiamo sull'ampia mulattiera a sinistra seguendo le indicazioni "Fortificazioni", attraversiamo splendidi boschi di faggi, castagni e betulle arrivando in una zona caratterizzata da massi arrotondati di porfido rosso, dalla palina segnavia proseguiamo sull'evidente sentiero che in costante salita arriva sul pianoro sommatale del Monte Piambello 1129 m, dove c'è un fortino con le postazioni di artiglieria. Dopo una breve pausa scendiamo sull'evidente strada militare oltrepassando sulla destra i ruderi di una casermetta, al bivio seguente manteniamo la sinistra riprendendo il segnavia E/1. Ritornarti alla bocchetta dei Frati proseguiamo verso destra imboccando una sterrata pianeggiante (indicazione Rocce rosse), procediamo fino ad un bivio da dove continuiamo sulla stradina a sinistra che sale lentamente avvicinandosi sul crinale delle Rocce rosse, già ben visibili e alle fortificazioni costruite nelle loro viscere (utile una pila per poter entrare all'interno delle gallerie). Ristrettosi a sentiero il percorso sfila a sinistra delle fortificazioni per poi salire sul crinale e in breve sulla cima 1000 m, dove decidiamo di fermarci per una breve pausa. Ritornati sulla strada militare proseguiamo verso sinistra e perdendo leggermente quota arriviamo di nuovo a Prà Pittur da dove ritorniamo a Cuasso al Monte sul medesimo percorso fatto al mattino. Anche se abbiamo dovuto aprire l'ombrello un paio di volte è stata comunque un'escursione davvero interessante sia dal punto di vista naturalistico che storico...da rifare sicuramente magari partendo da Marzio...
Malati di Montagna: PG (Piergiorgio) e Fabio

Pg in cima alle "Rocce Rosse"


foritificazioni "Rocce Rosse"


giochi di luce...


all'interno delle gallerie...


un'occhiata di sole illumina gli splendidi boschi...

domenica 26 febbraio 2012

a pochi metri dalla Punta d'Orogna...

Percorriamo l’autostrada A26 fino a Gravellona Toce per poi continuare sulla statale SS33 del Sempione, imbocchiamo l'uscita Crodo/Val Formazza e oltrepassato Crodo arriviamo in breve a Baceno, subito dopo il centro del paese deviamo a sinistra seguendo le indicazioni per l'alpe Devero, l'auto la si può lasciare nei parcheggi messi a disposizione, il costo è di 5 euro al giorno.
Saliamo tra le antiche case in legno arrivando in pochi minuti in località Ai Ponti 1634 m, proseguiamo a sinistra e oltrepassati gli impianti di risalita raggiungiamo il grazioso villaggio di Piedimonte. Attraversato su un ponte il rio Buscagna continuiamo verso destra costeggiando per un breve tratto il torrente, dopo pochi minuti iniziamo a piegare a sinistra guadagnando velocemente quota, usciti dal bosco arriviamo nel piccolo pianoro dove sono adagiate le baite dell'alpe Misanco 1907 m. Proseguendo a sinistra in breve raggiungiamo la palina segnavia o almeno quello che ne rimane fuori dalla neve, pieghiamo prima a destra e passando tra i larici volgiamo a sinistra pervenendo sotto al ripido canalino che risaliamo arrivando sul pianoro sovrastante. Il Cervandone rimane ancora coperto dalle nuvole ma verso il Sangiatto e il Corbernas la situazione meteo è in netto miglioramento per cui  procediamo fiduciosi, perdendo leggermente quota arriviamo in una valletta troviamo una seconda palina anche questa quasi totalmente ricoperta dalla neve. Percorriamo interamente la valletta verso uno stretto passaggio, oltrepassato il quale arriviamo all'incantevole alpeggio di Curt du Vel 2061 m, saliamo verso sinistra tra alcuni grossi dossi e in breve arriviamo negli spazzi aperti della parte superiore della valle Buscagna. Iniziamo la salita con percorso libero, soffia un forte vento gelido che ci costringe alcune volte a fermarci, arrivati sul bordo di un vallone pieghiamo a sinistra arrivando sotto alle pendici del monte Cazzola. Riprendiamo a salire percorrendo l'evidente cresta, a circa 2400 dopo un breve consulto decidiamo  di fermarci, il vento troppo forte e il sopraggiungere delle nuvole non garantiscono la sicurezza per l'ultimo tratto ripido verso la cima. Scattata una fugace foto di gruppo iniziamo a scendere il più ripidamente possibile, alcuni di noi iniziano a non sentire più la sensibilità alle dita delle mani e il vento sembra quasi volerci spingere giù dalla montagna, tornati all'alpe Misanco finalmente facciamo una pausa, niente è più gradito di una tazza di tè caldo. Escursione invernale splendida, dalle forti emozioni, da effettuarsi solo se si  ha una buona esperienza in ambiente innevato e se si conoscono bene i luoghi che vengono percorsi. Giunti a Baceno ci fermiamo al bar "Vecchio Scarpone" dove festeggiamo il compleanno di Danilo e PG (Piergiorgio)…
Malati di Montagna: Franco, Luisa, Simeone, Aldo, PG (Piergiorgio), Danilo e Fabio

alle spalle la Punta d'Orogna


verso il paradiso...


Luisa, Simeone, PG, Danilo, Franco e Aldo


un po' di neve...!!!


le baite di Piedimonte e la piana del Devero


hanno anche il coraggio di chiamarlo capogita... by Simeone


una tipica giornata al Devero...!!!


che dire...by Simeone


chissà dove pensava di andare...by Simeone


Luisa ...una vera malata di montagna...!!! by Simeone


ma cosa pensavano di fare i modelli...!!! by Aldo


tutti in fila...o quasi by Aldo

giovedì 16 febbraio 2012

VITA (da INVERSAMENTE)


Il fiume in piena della vita,
scende impetuoso il sentiero di ogni giorno,
ignorando tutto e tutti.
Man, mano che avanza si ingrossa
e le sue acque diventano sempre più forti e scure.
Trascinano,strappano, sommergono,
qualsiasi cosa trovino davanti al suo corso,
senza pietà, fino a giungere alla fine della sua esistenza,
in un mare ormai nero, pieno di detriti,
che ormai non servono a nulla.
Domani mattina,
quando si alza il sipario,
sul meraviglioso teatro della vita,
impara ad ascoltare il concerto della natura,
illuminato dai riflettori del sole,
lasciati stupire dalle piccole cose,
accompagnate dall'amore
e scorri lentamente il corso della vita
che serenamente ti accompagnerà
in un mare
meravigliosamente azzurro.

Dorino Bon

domenica 12 febbraio 2012

Rifugio Barbustel...una classica con le ciaspole...

Dall'autostrada A5 direzione M.te Bianco usciamo a Pont St. Martin, alla rotonda svoltiamo a sinistra sulla SS n. 26 verso Aosta, oltrepassato il Forte di Bard sede del Museo della Montagna (consiglio a chiunque appassionato almeno una visita), alla seguente rotonda svoltiamo a sinistra seguendo le indicazioni per Champorcher, raggiunto l'abitato subito dopo la piazza adibita a parcheggio si svolta a destra per Mont Blanc, superato il paese lasciamo l'auto nel parcheggio poco più in alto, da qui in poi durante l'inverno la strada non viene più pulita.
Ultimati i preparativi proseguiamo sull'evidente strada interpoderale arrivando in pochi minuti ad un pannello informativo del Parco Naturale Mont Avic con accanto una palina segnavia, indossate le ciaspole iniziamo la salita seguendo la mulattiera sulla destra (10-10c). Ci inoltriamo in un nel bellissimo bosco e in breve arriviamo alle baite dell'alpe Cort che lasciamo sulla destra, continuando a risalire il valloncello raggiungiamo l'alpe Gran Cort 1944. Proseguiamo dritti seguendo il sentiero invernale, alcuni cartelli in legno del Ristoro Lago Muffé ne indicano la giusta direzione, raggiunto il terrazzo dove è situato il lago Muffè 2076 m con l'omonimo ristoro facciamo una breve pausa. La salita ora si fa meno ripida ed è accompagnata da splendidi panorami, Saliamo un dosso con radi larici per poi iniziare la breve ma ripida salita verso il Colle del Lago Bianco 2309 m, questo è il punto più alto dell'intero percorso, da qui possiamo osservare tutto il tragitto appena fatto. Spronati da un vento gelido iniziamo la discesa sul versante opposto, dopo qualche minuto pieghiamo a destra scendendo lungo un valloncello, non essendoci nessuna traccia iniziamo a battere la pista, fortunatamente il freddo pungente di questi giorni rendono il manto nevoso ben consolidato per cui senza troppa fatica arriviamo al rifugio Barbustel 2200 m (chiuso nel periodo invernale). Mentre facciamo pausa seduti su alcune panchine all'esterno del rifugio arriva un nutrito gruppo di escursionisti, anzi ciaspolatori, a volte mi domando cosa ci spinge ad alzarci presto anche alla domenica e camminare a temperature al di sotto degli zero gradi, mi guardo attorno e la risposta è molto semplice, è questo meraviglioso mondo che io chiamo TERRE ALTE...
Per il ritorno ripercorriamo il medesimo itinerario, naturalmente divertendoci come dei ragazzini...!!!
Malati di Montagna: PG (Piergiorgio), Simeone, Franco e Fabio

Simeone, Piergiorgio, Franco e Fabio


Franco, PG, Fabio by Simeone


panorama by Simeone




si inizia a pompare...


ma è un sogno o è tutto vero...!!!


il mitico PG...


momento di relax...


cercasi nuvola disperatamente...


lunedì 6 febbraio 2012

Fatiche e romanticismo in miniera


Filmato realizzato dall'Associazone Figli della miniera con una ricostruzione storica della vita dei minatori di Pestarena nel periodo in cui le Miniere d'oro di Pestarena erano ancora in attività.